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Jesi

Jesi, lascito Morosetti: Pd e Jesi in Comune organizzano il referendum abrogativo

I due partiti di opposizione si stanno confrontando per tentare di bloccare lo spostamento in piazza della Repubblica della Fontana dei Leoni. Sarà una corsa contro il tempo, per il Comune innanzitutto

Piazza della Repubblica

JESI – Spostamento fontana dei Leoni, si va verso il referendum abrogativo. Pd e Jesi in Comune hanno iniziato a confrontarsi per organizzare il comitato e predisporre il quesito da sottoporre ai cittadini, che saranno i principali protagonisti dell’operazione. L’obiettivo è chiaro: lasciare che i soldi lasciati in eredità da Cassio Morosetti siano destinati alle tre associazioni di beneficienza indicate dal compianto fumettista, evitando di modificare le due piazze principali della città.

Non saranno, appunto, gli esponenti di partito a firmare la richiesta, bensì coloro che – sui social in particolare – hanno manifestato perplessità sulla traslazione del monumento da piazza Federico II a piazza della Repubblica. Adesso, pertanto, si lavora alla costituzione del comitato referendario. Il Pd si è confrontato anche ieri sera, confermando di voler tentare questa strada.

Chiaramente, il referendum abrogativo della delibera di consiglio comunale dovrà essere approvato dal comitato dei garanti. Solo allora, il comitato referendario potrà iniziare a raccogliere le duemila firme necessarie per la formalizzazione. Qualora dovesse arrivare il via libera, è molto probabile che non vi siano i tempi per spostare la fontana, considerando che Morosetti ha indicato il 22 luglio 2021 quale termine ultimo per poter ottenere i 2 milioni di euro (per quel giorno, l’acqua dovrà zampillare dalla fontana in piazza della Repubblica). A meno che tale vincolo sia nullo.

L’unico precedente analogo riguarda un altro monumento, la statua dedicata a Pergolesi, arretrata di qualche metro nell’omonima piazza di fronte alla chiesa delle Grazie. Un gruppo di cittadini ha chiesto, appunto, di avvalersi del referendum, ma il comitato dei garanti ha respinto l’istanza. «I piani territoriali ed urbanistici non possono essere oggetto di referendum. E quello che si vorrebbe sottoporre a referendum, stando a quanto evidenziato, è un piano urbanistico».

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I sondaggi effettuati in piazza della Repubblica

L’amministrazione, nel frattempo, va avanti. «Dando seguito alle decisioni assunte nell’ultima seduta del Consiglio comunale e relative al ritorno della fontana nel sito originario, il personale dell’Area Servizi Tecnici ha effettuato alcuni sopralluoghi tecnici in Piazza della Repubblica e in Piazza Federico II – fanno sapere da piazza Indipendenza -. Nella prima sono stati effettuati sondaggi al di sotto della pavimentazione per predisporre la relazione geologica preliminare alla progettazione; nella seconda sono stati effettuati i rilievi geometrici della fontana tramite fotoscanner finalizzati alle successive elaborazioni progettuali».

Il countdown è iniziato, insomma. E se il Comune vuole rispettare i tempi, senza rischiare di oltrepassare la data indicata da Morosetti, deve far partire i lavori di spostamento fra gennaio e febbraio, tenuto conto che serviranno circa 150 giorni, salvo imprevisti. Il rischio è decisamente elevato.