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Jesi

Jesi, spostamento fontana dei Leoni, la macchina si mette in moto

Via libera a tarda notte della maggioranza all'accettazione del lascito di Cassio Morosetti. Solo due astensioni in maggioranza (Chiara Cercaci e Gianna Pierantonelli). Partono gli incarichi

Piazza Federico II e piazza della Repubblica in un'immagine d'epoca prima del 1949 (foto di Jesi e la sua Valle)

JESI – Lo spostamento della fontana dei Leoni è realtà. Parte ufficialmente il countdown. Entro il 22 luglio 2021, come richiesto da Cassio Morosetti sul testamento, il monumento dovrà essere in piazza della Repubblica, collegato all’impianto idrico cittadino. La maggioranza ha tenuto, al netto di due astensioni (Chiara Cercaci e Gianna Pierantonelli), dando il via libera alla delibera di giunta. Dibattito molto lungo e teso, terminato appunto con il voto attorno alla mezzanotte.

Primo passo, ora, l’incarico ai tecnici per la progettazione esecutiva della traslazione, anche alla luce dell’approvazione in linea teorica da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche, che ha comunque chiesto all’amministrazione il progetto dettagliato per poter autorizzare l’operazione complessiva. Assieme alla fontana, infatti, verranno sistemate le due piazze oggetto dell’intervento.

Piazza della Repubblica con la fontana dei Leoni (foto di Jesi e la sua Valle)

Con i 2 milioni di euro lasciati in eredità da Morosetti, oltre alla fontana e alle due piazze, verrà attuato buona parte del piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Non solo. Il palazzo che ospita il teatro Moriconi, ha anticipato l’assessore alla cultura, Luca Butini, diventerà un centro culturale dove troveranno spazio una sala cinematografica e un luogo per realizzare musica e mostre, da interconnettere con l’adiacente piazza “liberata” dal monumento. Verrà inoltre ripristinata una statua seicentesca, posizionata a lungo sopra l’Arco del Magistrato, che raffigura una madonna loretana con bambino, ora collocata nella chiesa di San Marco. Si valuta, infine, di rendere visitabile la cisterna romana.

Ci potrebbe essere la possibilità, da parte dei contrari allo spostamento, di tentare la strada del referendum abrogativo. Servirebbero 2 mila firme, è stato spiegato dall’amministrazioe, ma è chiaro che ciò bloccherebbe tutto, significando di fatto la rinuncia al lascito (non essendovi tecnicamente i tempi). L’iter è comunque piuttosto complesso. Di sicuro, la vicenda non finisce qua.

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