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Jesi: il mondo del calcio in lutto per padre Franco Marzioni, frate arbitro

Il religioso aveva 81 anni. I funerali saranno celebrati martedì 28 gennaio presso la Chiesa del Convento di S. Maria della Pace, a Sassoferrato

Padre Franco Marzioni
Padre Franco Marzioni

JESI – Grande commozione nel mondo del calcio oggi, lunedì 27 gennaio, per la scomparsa di padre Franco Marzioni, religioso di 81 anni e arbitro della sezione Aia di Jesi. Decano degli arbitri jesini, era un punto di riferimento per i giovani. Ieri, nel corso della notte, padre Franco è tornato alla Casa del Padre. Si è spento presso il convento S. Maria della Pace di Sassoferrato. Appartenente alla Curia Provinciale della Provincia Picena S. Giacomo della Marca dei Frati Minori del Convento di San Francesco di Jesi e aveva insegnato religione anche all’IIS Marconi di Jesi. Aveva affiancato il suo percorso di fede a quello in campo, come direttore di gara. Aveva arbitrato ai massimi livelli regionali marchigiani, diventando anche presidente della sezione arbitri di Jesi. Come osservatore, era riuscito a raggiungere la serie D. Ha sempre creduto nei giovani, collaborando attivamente per istruire e crescere i giovani arbitri. Il suo commosso ricordo arriva non solo dal segretario provinciale della curia provinciale, frate Ferdinando Campana, ma anche dagli arbitri jesini.

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I funerali saranno celebrati martedì 28 gennaio presso la Chiesa del Convento di S. Maria della Pace a Sassoferrato alle ore 10,30.
«La sua anima e le anime dei nostri fratelli defunti, per la misericordia di Dio riposino in pace», fa sapere frate Ferdinando Campana. Mentre per gli arbitri jesini è il presidente Massimiliano Rossi a interpretare il sentimento di dolore, ma anche di profonda gratitudine.«Caro Franco, non puoi immaginare il sentimento di smarrimento che tutti noi stiamo provando. La notizia della tua scomparsa ci ha lasciati senza fiato. Ci sentiamo persi come le pagine di un libro private della loro costa. Perché tu eri il vero collante della nostra sezione, incarnando a pieno i valori più sani dell’Associazione. Eri il primo che alle cene di Natale si avvicinava al tavolo dei nuovi associati per dar loro il benvenuto. Eri tu, a bordo campo, la roccia a cui i giovani arbitri si appigliavano nelle prime gare e da cui cercavano una parola di conforto. Eri tu che ci incitavi sempre a dare il massimo perché – dicevi- in futuro lo sforzo verrà ricompensato. Ti sei persino cimentato nella tecnologia, con cui tanto hai litigato, pur di seguire le attività sezionali. Tu credevi in noi più di quanto noi lo facessimo – scrive il presidente – vedevi sempre il bicchiere mezzo pieno. Dicevi che eravamo delle promesse. Chissà se è vero. Ma ciò che sicuramente è vero è la promessa che ti facciamo noi ora: terremo sempre vivo il tuo ricordo, accoglieremo le giovani leve nella nostra famiglia proprio come facevi tu e li sproneremo sempre a far meglio e a credere nelle loro capacità. Ci piace pensare che sarai finalmente abbracciato al tuo adorato Nabil (Dahou), e che ora insieme a Romeo (Giannoni), Franco (Pieralisi), Peppe (Gasparetti) ed Armando (Magrini) farete il tifo ogni domenica per noi».

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