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Tagli ai Comuni, per Pesaro adeguamento aliquota unica Irpef allo 0,8%. Biancani: «Colpa del Governo»

Il sindaco di Pesaro e l'assessore Pozzi: «Corriamo ai ripari, tagli agli affitti e altri costi come il parco auto. Scelte inevitabili»

PESARO – Manovra del Governo e gli effetti per i cittadini pesaresi. Sale la pressione fiscale. In primis l’adeguamento dell’aliquota Irpef, che dal primo gennaio 2025, diventerà unica all’0,8%.

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«Un governo che continua a raccontare bugie e che scarica responsabilità e inefficienze tagliando risorse ai Comuni», così il sindaco Andrea Biancani e l’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi presentano gli effetti della manovra fiscale sulla spesa corrente del Bilancio del Comune che dovrà fare i conti con i pesanti tagli del Governo centrale, con i doverosi aggiornamenti dei contratti collettivi (dei dipendenti pubblici e delle cooperative) rovesciati sugli enti locali, e con l’aumento dei prezzi dei servizi e materie prime. Azioni che costringono l’Amministrazione a mettere in campo 3 linee di intervento: «l’adeguamento delle entrate, la riduzione spese, la razionalizzazione degli affitti e di altri costi a carico dell’Amministrazione».

Biancani e Pozzi dettagliano le voci: «I tagli che subiremo, solo nel 2025, sono quantificabili intorno ai 3,3 milioni di euro. Di questi:circa 1 milione solo le risorse in meno trasferite dallo Stato; 800mila sono gli aumenti dei costi dei servizi; 720mila euro e 800mila sono l’aumento dei costi previsti dal rinnovo del contratto del pubblico e delle cooperative. Un rinnovo condivisibile e giusto, ma che il Governo ha completamente scaricato sulle finanze degli enti locali: loro hanno sottoscritto l’accordo e noi paghiamo», precisano Biancani e Pozzi che poi sottolineano che «gli aumenti saranno “strutturali”, in un quadro che si aggraverà ogni anno»: i tagli cresceranno infatti costantemente fino a raggiungere, nel 2028, i 3,9 milioni di euro di risorse in meno per il Comune.

«Un vero e proprio scippo nei confronti dei Comuni, specialmente i più virtuosi come il nostro che è stato capace di intercettare milioni di fondi Pnrr e che oggi si vede, proprio per questo, penalizzato. Preoccupante è il silenzio di molti Comuni e rappresentanti del centrodestra su quanto di grave sta accadendo – hanno precisato Biancani e Pozzi -, non opporsi a questi pesanti tagli è un atto di colpevolezza che non può passare inosservato».

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Pesaro era rimasto l’unico Comune capoluogo di Provincia – «l’unico» evidenzia Biancani – ad avere l’aliquota Irpef a scaglioni, con percentuali progressive invariate dal 2012 (e ferme per i redditi sotto i 23mila euro dal 2007). «Per 17 anni abbiamo mantenuto invariata l’aliquota Irpef, con difficoltà, rappresentando l’ultimo Comune capoluogo delle Marche a mantenerla tale. Ora gli sforzi non bastano più. Ci adeguiamo all’aliquota unica dello 0,8% perché non ci sono state date alternative. Pur avendo avviato una politica di riduzione delle spese e razionalizzazione della macchina comunale non ci sono margini». Il Comune manterrà l’esenzione per i redditi più bassi; quelli inferiori ai 9mila euro annui.  

Le modifiche presentate questa mattina, 2 dicembre, dall’amministrazione comunale, peseranno circa 3 euro al mese sui redditi dei pesaresi, «ma non saranno comunque sufficienti a risanare le casse collettive che perderanno oltre 3,3milioni all’anno. Per il 2025, con l’adeguamento Irpef, puntiamo a recuperare circa da 1 a 1,5milioni di euro».

Adeguamento delle entrate, riduzione spese, razionalizzazione degli affitti e altri interventi, sono le tre linee di azione previste dall’Amministrazione, tra cui rientra la revisione profonda del parco macchine del Comune (con la quale si prevede una diminuzione delle autovetture a disposizione dell’ente), una stretta sulle partecipate e un’attenzione alle spese energetiche che interessano anche la macchina comunale. Riduzioni anche per la stessa giunta, a cui il sindaco ha chiesto di ridurre le trasferte, se non per importanti motivi istituzionali.

Tagli e aumenti che gravano sul Comune

I tagli del 2025 sono quantificabili intorno ai 3,3 milioni di euro. Quelli previsti dallo Stato sono di circa 1 milione; ci sono poi gli aumenti dei costi del contratto del pubblico che peseranno ulteriori 720mila euro, e di quelli delle cooperative, che peseranno per altri 800mila euro. Cifre a cui vanno sommate quelle degli aumenti dei costi dei servizi, quantificabili attorno agli 800mila euro.

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Numeri che aumenteranno di altri 100mila euro nel 2026 e 2027, sempre a causa dei tagli del Governo, arrivando a quota 3,4milioni. Previsto poi un ulteriore aggravio di costi per il 2028, quando le forbici dello Stato agiranno per ulteriori 500mila euro, per portare i tagli a 3,9 milioni.

Dei 130 milioni della parte corrente del Bilancio, almeno 105 sono per spese “intoccabili”, quali il personale e i contratti in essere, etc. Ma anche i restanti 25 milioni di euro, sono comunque da considerarsi “bloccate” in quanto consentono di mantenere i servizi sociali educativi, culturali. Biancani indica: «Per gli anni successivi, saremo costretti a scelte di riduzione della spesa di oltre 1/2 milioni di euro in quanto il nuovo gettito non garantirà la copertura del taglio di risorse subito».

Di seguito la previsione dell’incidenza della variazione dell’aliquota Irpef applicabile a scaglione di redditi per 13 mensilità.

Per redditi fino ai 9.000 euro, esenzione totale (invariata).
Per redditi dai 15.000 ai 20.000, sarà compresa tra i 2,31 euro e 3 euro;
Per redditi dai 20.000 ai 25.000 sarà compresa tra i 3 euro e 3,8 euro;
Per redditi dai 25.000 ai 28.000 sarà compresa tra i 3,8 euro e 4,2 euro;
Per redditi dai 28.000 ai 35.000 sarà compresa tra 4,2 euro e 4,3 euro;
Per redditi dai 35.000 ai 45.000 sarà compresa tra 4,3 euro e 4,5 euro;
Per redditi fino ai 55.000 sarà di 4,5 euro.

Il gettito proveniente dall’addizionale Irpef a scaglioni, ad oggi, fa incassare al Comune di Pesaro 10,8 milioni di euro. La modifica dell’aliquota unica allo 0,8%, porta un aumento preventivato tra gli 1 e i 3,6 milioni di euro, con i riflessi effettivi nel 2026 che come possibile vedere, difficilmente potranno coprire i tagli subiti che nel corso di 3 anni arriveranno a 3,9 milioni di euro.