Villa Musone, il prof. Mangiaterra saluta i villans

Il preparatore atletico delle ultime sette stagioni saluta il popolo gialloblu attraverso un messaggio da brividi affidato alla pagina Facebook della società: «Si chiude una delle mie esperienze più importanti. Sarete sempre nel mio cuore»

Il prof. Eros Mangiaterra ai saluti con il Villa Musone

VILLA MUSONE – Dopo “2431 giorni” (come da lui stesso dichiarato) si chiude l’avventura con il Villa Musone del prof. Eros Mangiaterra, preparatore atletico dei calciatori villans nelle ultime sette stagioni.
Da brividi il suo saluto al popolo gialloblu arrivato attraverso la pagina Facebook ufficiale della società: «Si chiude una delle mie esperienze più importanti. Esperienza veramente magnifica, piena di alti e di bassi, che mi hanno permesso di crescere sotto diversi punti di vista. Esperienza iniziata per puro caso, senza sapere neanche quello che dovevo fare. Volevo ringraziare tutte le persone che ho avuto modo di incontrare e di conoscere. Ma soprattutto tutte quelle persone con cui ho collaborato in tutti questi anni. Ma ci sono dei ringraziamenti speciali da fare. In primis a Gianfranco Brizi, l’allenatore che ho avuto nella mia brevissima vita calcistica è colui che mi ha introdotto in questo mondo».

È stato poi il momento dei ringraziamenti: «Un ringraziamento speciale anche ai due responsabili del settore giovanile, Davide Finocchi e Maurizio Zandegù, per la fiducia che hanno riposto in me e per tutte le cose che mi hanno insegnato. Ultimo, ma non perché meno importante anzi, Gianluca Camilletti. Un secondo padre, un vero amante di questo sport e come tale ci mette sempre tutto se stesso. Infine un ringraziamento a tutti i ragazzi che ho avuto modo di allenare e conoscere, e ai genitori che si sono fidati di me. Sarò per sempre il primo tifoso di questa magnifica società, creata da persone che hanno veramente a cuore il bene dei bambini e dei ragazzi, mettendosi sempre in gioco per farli crescere sia sotto il livello personale che calcistico.
Sarete per sempre nel mio cuore».