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Cimino: «Defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive? L’URA la pensa così…»

Il presidente dell'Unione Rugbistica Anconitana ha giudicato positiva l'iniziativa che partirà da Ancona ma ha auspicato anche altri interventi a favore delle società sportive per il post-Coronavirus

URA Dirigenza
Parte della dirigenza dell'URA nel giorno della presentazione ufficiale

ANCONA- Sono tante le società sportive anconetane che hanno commentato in questi giorni la proposta di defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive che partirà da Ancona. L’iniziativa dell’Assessore allo sport Andrea Guidotti e del Sindaco Valeria Mancinelli mira, con la collaborazione di Anci, ad arrivare in Parlamento per essere discussa. Il presidente dell’Unione Rugbistica Anconitana Ernesto Cimino si è espresso così sull’argomento in questione:

«Le sponsorizzazioni  sono uno degli strumenti di autofinanziamento importantissimo per le associazioni/società sportive. Lo stato agevola già tantissimo le associazioni permettendo loro di versare solo il 50% dell’iva incassata e di pagare le imposte solo sul 3% del fatturato. Defiscalizzare queste entrate sia dal punto di vista IVA che IRES ed IRAP è sicuro un aiuto soprattutto per le piccole/medie associazioni che non avendo una grande risonanza a livello locale e non avendo un impianto proprio dove poter promuovere le aziende partner, non riescono ad ottenere sostegno dalle aziende. E, poi, dopo questo difficile periodo per tutte le aziende che avranno di sicuro grandi problemi di liquidità per poter riprendere il proprio ciclo di produttività, non so quali volumi di sponsorizzazioni si potranno generare nel 2020, buono potrebbe essere unire la defiscalizzazione per le associazioni all’aumento aumentare del livello di deducibilità delle sponsorizzazioni erogate per le imprese».

Oltre allo strumento della defiscalizzazione, il numero uno biancoverde si auspica anche l’adozione di altre misure: «Le società sportive dilettantistiche vivono grazie ai contributi degli enti pubblici (Comune-Regione), delle sponsorizzazioni, ma soprattutto dei tesseramenti ed abbonamenti sottoscritti dalle famiglie per i ragazzi. La stagione sportiva 2019/2020 era già avviata quando è iniziata l’epidemia e siamo stati obbligato allo stop di tutte le attività. Le famiglie, nella quasi totalità, avevano già corrisposto il dovuto. Ora le famiglie si trovano anch’esse, come le aziende, in difficoltà perché molti sono in cassa integrazione, alcuni ad orario ridotto, altri stagionali con attività che probabilmente non ripartiranno. La stagione anche probabilmente non ripartirà e le famiglie si trovano ad aver pagato per un servizio di cui non hanno usufruito. Dunque l’aiuto per le associazioni è avere liquidità immediata, senza garanzia e senza burocrazia, che permetta alle associazioni di ripartire con le proprie attività sportive non chiedendo nessun contributo alle famiglie almeno da settembre a dicembre 2020. La liquidità, inoltre, permetterebbe di pagare regolarmente i rimborsi spese agli istruttori anch’essi privi di ogni tutela».