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Rugby Jesi alla pausa d’agosto, Possedoni: «Ritrovato il nostro essere comunità»

«La ripresa estiva dopo il lockdown è andata benissimo - dice il responsabile sviluppo club - abbiamo rivisto tutti i tesserati e il capitale umano che abbiamo ci permette di programmare il futuro»

In piedi il Responsabile sviluppo Club del Rugby Jesi Francesco Possedoni, a sinistra il presidente Luca Faccenda, a destra capitan Nicola Pulita e Matteo Albani
In piedi il Responsabile sviluppo Club del Rugby Jesi Francesco Possedoni, a sinistra il presidente Luca Faccenda, a destra capitan Nicola Pulita e Matteo Albani

JESI – Pausa d’agosto, poi la ripresa: terminata l’attività estiva per tutte le categorie il 31 luglio, in casa Rugby Jesi ’70 si ritroveranno per ricominciare la Senior di B il 17 agosto, il 24 le Under 16 e 18, il 31 la Senior Cadetta di C2, Senior e Under 16 femminili, minirugby e under 14. Non è stato banale o scontato poter tornare a respirare rugby nelle scorse settimane. «Per certi versi anche inaspettatamente, la ripresa estiva è andata benissimo- dice il responsabile sviluppo club, Francesco Possedoni– abbiamo rivisto tutti i tesserati, ricominciato l’attività e, soprattutto, dopo i mesi del lockdown siamo tornati a radunare tutta la nostra “comunità”. Perché poi il rugby è fatto di questo, è il “club”. E tornare insieme è stato importante».

Spiega Possedoni: «Queste settimane, che ci hanno dato modo di ritrovare il capitale umano che abbiamo, ci permettono di programmare il futuro. E di partire forte con il nuovo progetto triennale che prevede, per la Senior, l’obiettivo di arrivare a lottare per la serie A». Ma non ci si è re-incontrati solo intorno alla palla ovale. «Abbiamo ospitato al campo cinema, teatro, musica, ridato vita ad una club house che sta lavorando alla grande e è un altro motivo di orgoglio. Sono tante le attività che, in parallelo a quella prettamente sportiva, rivestono grande importanza per noi e richiedono lavoro e impegno. Per questo il bilancio di questa estate è sicuramente positivo».

Sul campo, dice il responsabile sviluppo club: «Da una ventina di giorni si è potuto riprendere col rugby. Prima il lavoro era stato concentrato più che altro sulla riattivazione atletica, ora mano a mano si è potuto ricominciare anche il contatto, col terreno di gioco e con l’avversario. È molto importante, specie per i più piccoli. Non tutti, da quello che ho potuto sentire in giro, sono già a questo punto. A fine agosto avranno ripreso tutte le categorie, vediamo che notizie arriveranno per l’avvio dei campionati. Noi siamo pronti per iniziare a giocare ma non nascondo che un poco di ansia, per il caso che non dovesse essere possibile, c’è. A quel punto dovremmo essere bravi a riuscire a mantenere alti stimoli e attenzione».

Da sinistra Ugo Coltorti, Francesco Possedoni, Mariano Fagioli, Alessandro Speziali e Luca Faccenda

Ipotesi di ripresa ce ne sono. «Ci sono state fornite le date o del 18 ottobre o del 29 novembre. Vedremo. C’è da dire che la nostra struttura tecnica, a parte gli allenatori di Seniores e under 18, non è cambiata ed è collaudata. Abbiamo una bella realtà anche femminile under 16, che lo scorso anno era pronta per il via al campionato proprio quando ci si è dovuti fermare. Ma hanno ricominciato anche loro e coltiviamo l’obiettivo di arrivare a mettere assieme pure una Under 14. Per il movimento italiano, lo sviluppo del rugby femminile è molto importante».

Le prospettive per il campionato di B? «Dovremmo essere nel girone con Emilia Romagna, Toscana e poi, a seconda della situazione delle squadre, Lazio o Veneto. Ci sono un paio di alternative: le difficoltà di alcuni club del Top 12 potrebbero portare alcuni giocatori a scendere in B alzando il livello del campionato oppure potrebbe essere la B a perdere pezzi e calare un po’. Noi saremo pronti in ogni caso. Anzi, per una realtà come la nostra che vuole arrivare a giocarsi la A nel triennio facendo conto sui giovani cresciuti in casa e sul territorio, un torneo di livello alto potrebbe essere più formativo. Sappiamo di avere qui, col percorso avviato da qualche anno grazie all’impostazione del presidente Luca Faccenda, struttura e tecnici adeguati per stare in alto».