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Pallavolo: tra solidarietà, smart training e mercato

La pallavolo si interroga sul proprio futuro raccogliendo fondi per la Protezione Civile, allenandosi in casa e attendendo decisioni definitive sulle Olimpiadi di Tokyo

Raccolta fondi avviata da Simone Giannelli

JESI – Tutto è fermo intorno alla pallavolo anche se i top team di stanno già muovendo col mercato. Beati loro.

Per chi la pallavolo la vive solo come passione e non anche come lavoro si susseguono le iniziative che testimoniano come anche i più giovani si allenino a casa in attesa di tornare in palestra creando una sorta di Smart Training che è tutto quello che è possibile fare in questo periodo.

Il #Coronavirus ha fermato la pallavolo e allora i professionisti ma anche le società dilettantistiche stanno aderendo alla campagna di raccolta fondi proposta sull’apposita piattaforma dal palleggiatore della Nazionale e dell’Itas Trento Simone Giannelli. Tante le donazioni di atlete e atleti famosi: da Paola Egonu a Osmany Juantorena, a Monica De Gennaro, Leal, Saitta, Uros Kovacevic, Sylla, Grebennikov, il marchigiano Birarelli e molti altri. L’obiettivo è raccogliere 100mila euro da devolvere al Dipartimento della Protezione Civile. Per ora la raccolta sfiora i 30mila euro ma c’è spazio per contribuire ancora.

Per quanto riguarda il campionato e l’eventuale ripresa, si attende di capire se dal 3 aprile si potrà davvero tornare in palestra. Per ora solo l’Imoco Conegliano in A1 è ancora parzialmente al lavoro così come la Lube. La maggior parte delle squadre, compresa la Lardini ha visto partire le proprie atlete straniere. Anche le italiane sono quasi tutte rientrate nelle proprie città di residenza in attesa di poter tornare per completare la stagione. Rinviata la Volley Nations League, il vero spartiacque per la pallavolo sono le Olimpiadi. Il rinvio sarebbe un colpo durissimo ma ad oggi è un’ipotesi se non probabile, certamente possibile considerando la diffusione verso ovest che sta colpendo gli Usa e il continente americano. Non si deciderà prima di un mese e mezzo almeno.

Restare a Casa è per ora l’unica soluzione nell’attesa di poter ripartire prima possibile. A questo proposito anche la Federazione Medico Sportiva Italiana raccomanda:

a) per le società professionistiche l’interruzione degli allenamenti collettivi allo stato almeno fino al 3 aprile;

b) per le società dilettantistiche l’interruzione degli allenamenti collettivi fino a nuove indicazioni;

c) per il settore giovanile scolastico l’interruzione degli allenamenti collettivi fino al 30 giugno.