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Pallavolo: il tecnico della Nazionale Coach Mazzanti sotto pressione

In vista degli Europei il CT di Marotta dell’ItalVolley femminile, dopo il fop Olimpico, è sotto esame. In caso in un cui la rassegna continentale fosse fallimentare la panchina sarebbe a rischio

MAROTTA – La precarietà tipica dell’allenatore non risparmia neanche il bravo tecnico marchigiano della Nazionale femminile di volley Davide Mazzanti. Le speranze di medaglia a Tokyo deluse dall’eliminazione ai Quarti di Finale bissata poi dallo stesso destino occorso alla squadra maschile, ha creato scompiglio in seno al mondo del volley.

Ma se il destino della panchina degli uomini era già stato annunciato con l’avvicendamento tra Blengini e De Giorgi, per Davide Mazzanti la questione è diversa e, dopo il Mondiale ’18 e l’Europeo ’19, il suo ciclo sembrava poter segnare una tappa importante all’Olimpiade.

Il tecnico di Marotta ha rinnovato il suo contratto ma il presidente della Fipav Giuseppe Manfredi ha detto chiaramente che, se ai prossimi Europei la squadra dovesse fare fiasco anche la posizione del coach marchigiano, potrebbe essere meno solida e ha chiesto maggiore collaborazione tra tutte le componenti.

Nel ranking mondiale l’Italia femminile è scesa al 9’ posto dietro anche a Rep. Dominicana e Olanda che non si è nemmeno qualificata per l’Olimpiade. In quello maschile è all’ottavo posto. Gli Europei femminile scattano nelle prossime ore e l’Italia esordirà il 20 agosto nel proprio giorne di qualificazione contro la Bielorussia giocando in Croazia alle 17.15.

La squadra sta lavorando a Roma riconfermando in blocco il gruppo di Tokyo con due eccezioni poi diventate tre. A casa Folie e Sorokaite, convocate Nwakalor e Bonifacio. Brutta tegola è l’infortunio di Caterina Bosetti sostituita da D’Odorico. Convocate anche il secondo libero Parrocchiale e la schiacciatrice Gennari visto che la spedizione è aperta a 14 atlete.

Il gruppo azzurro se la vedrà anche con la Croazia allenata dal tecnico italiano dell’Imoco Conegliano Daniele Santarelli, Ungheria e Slovacchia.