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Le palestre scolastiche diventeranno le 70 mila aule per un milione di studenti? Altri guai per lo sport

Le linee guida post covid impongono, per il ritorno a scuola a settembre, di trovare spazi alternativi dove svolgere le lezioni. Un'ipotesi che potrebbe segnare la fine per gran parte delle società sportive. L'ira del Coni

Giovanni Malagò
Giovanni Malagò, presidente del Coni

Alla mancata defiscalizzazione delle sponsorizzazioni sportive, il cui emendamento dedicato non è stato inserito nel Decreto Rilancio, si affianca un’altra potenziale rovinosa decisione che penalizzerebbe il mondo dello sport a partire da settembre.

L’oggetto del contendere è la precettazione delle palestre scolastiche che verrebbero utilizzate per fare attività didattica sottraendole all’uso originale.

Ovviamente, una volta installati divisori, banchi, sedie, lavagne e strumentazioni varie, addio educazione fisica la mattina e addio anche a tutte le attività pomeridiane che non potrebbero più utilizzare quegli spazi.

I numeri sono inquietanti. Il Ministero dell’Istruzione che ha annunciato il ritorno in classe da settembre deve trovare sul territorio nazionale 70 mila aule aggiuntive dove collocare più di un milione di studenti.

La soluzione di riutilizzare le biblioteche scolastiche, già criticata dagli editori, non sarebbe comunque sufficiente. Occorrerebbe sacrificare le palestre, soluzione a cui si è opposto con fermezza il Presidente del Coni Giovanni Malagò che, dopo non aver ottenuto dal Ministero dell’Istruzione l’attenzione che chiedeva, ha indetto una conferenza stampa nel corso della quale ha chiarito che «se le palestre delle scuole non saranno più a disposizione delle Federazioni il pomeriggio, sarà un problema spaventoso che rischia di farci perdere un’intera generazione di atleti».

Eppure il problema resta e le linee guida impongono di trovare spazi alternativi dove svolgere le lezioni tra cui cortili e palestre scolastiche da utilizzare come aule.

Per lo sport dilettantistico da palestra che viene organizzato dalla società nelle ore pomeridiane e serali, praticamente tutto eccetto calcio, sport acquatici, atletica, pugilato, tennis e ginnastica, sarebbe praticamente la fine. Pallavolo, pallacanestro, pallamano e calcio a 5 sarebbero gli sport più penalizzati perché chiudere le porte alle società sportive locali che utilizzano da sempre quegli spazi per allenamenti e partite renderebbe impossibile svolgere l’attività e far partire la stagione.
A tutto ciò si aggiungono comunque i dubbi sulle responsabilità in caso in cui un atleta risulti positivo al contagio da Covid-19 all’interno di una palestra scolastica.

L’impressione è che sarà un’estate molto calda, anche sotto questo punto di vista.