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Monta la protesta delle 36 retrocesse dalla D, in attesa del prossimo Consiglio Federale

La protesta dei presidenti delle società interessate alla caduta in Eccellenza: si stanno unendo per far fronte comune in vista della decisione definitiva del Consiglio Federale, prevista per il prossimo 3 giugno

La sede della FIGC dove si riunirà il Consiglio Federale il prossimo 3 giugno

All’indomani del pronunciamento del Consiglio della Lega Nazionale Dilettanti, che tramite le parole del Presidente Cosimo Sibilia ha annunciato di proporre al Consiglio Federale la promozione delle prime 9 classificate di ogni girone, vale a dire Lucchese, Pro Sesto, Campodarsego, Mantova, Grosseto, Matelica, Turris, Bitonto e Palermo, e la retrocessione delle ultime 4 classificate di ogni girone, per un totale quindi, considerando i 9 gironi attuali, di 36 formazioni, è emerso subito un forte disappunto di queste ultime società.

Si tratta infatti in questo caso, anche se ci sarà da attendere il pronunciamento definitivo del Consiglio Federale previsto per il 3 giugno prossimo, di un criterio alquanto arbitrario, soprattutto per quanto riguarda le società ancora in corsa per la salvezza, visto le 8 gare rimanenti, un’infinità per un torneo di calcio, e soprattutto per i 24 punti ancora in palio.

Le parole del Presidente Sibilia, che dopo la decisione del Consiglio si era espresso confermando di «aver agito con la massima accortezza nel rispetto delle linee indicate nel precedente Consiglio Federale in ordine a promozioni e retrocessioni in Serie D», non sono affatto piaciute alle società dirette interessate. Sino a pochi giorni prima inoltre, erano circolate insistenti voci di una cristalizzazione del torneo, nel vero senso della parola, vale a dire un congelamento delle classifiche ed una relativa riproposizione di tutte le formazioni partecipanti all’edizione 2019/20 al prossimo torneo, proprio per evitare ricorsi a non finire. Diverso orientamento invece per quanto riguarda le prime classificate, sulle quali era stato già valutato all’unanimità il premio della promozione.

Questa decisione come detto, ha scatenato una vera e propria insurrezione tra le 36 società indicate come retrocesse, con i Presidenti nel giro di poche sono entrati in contatto costituendo un fronte comune, una sorta di class action, per rivendicare i propri diritti e soprattutto una retrocessione decisa a tavolino, per cause di forza maggiore dopo, per giunta, aver subìto anche ingenti perdite economiche a causa dello stop forzato visti i mancati introiti. Ricordiamo che proprio gli incassi al botteghino da sempre costituiscono linfa vitale per società dilettantistiche, che al giorno d’oggi poi di dilettantistico hanno ormai ben poco. L’obiettivo quindi è quello di fare fronte comune contro la proposta di far retrocedere le ultime 4 squadre dalla D all’Eccellenza in maniera assolutamente particolare. I Presidenti sono imbufaliti per quanto successo e stanno ragionando in queste ore se organizzare un ricorso di massa al Tar per vedere accolte le proprie ragioni.

Nel girone F che vede le formazioni marchigiane, questa la classifica al momento dello stop forzato: Matelica 55 punti, Campobasso e S.N. Notaresco 52, Recanatese 48, Pineto 43, Vastese 42, Olympia Agnonese 40, Montegiorgio 38, Tolentino 36, Vastogirardi e P.S. Elpidio 34, Atletico Terme Fiuggi 33, Real Giulianova e Cattolica San Marino 28, Sangiustese ed Avezzano 20, Chieti 18, Jesina 13.   

Tra le papabili retrocesse, c’è molta amarezza tra i diretti interessati, ma anche fiducia in un probabile ripensamento del Consiglio Federale. Il Presidente dell’Avezzano Gianni Paris commenta così la decisione:«la proposta ci penalizza e ci danneggia sotto tutti i profili. Non pensavamo che la Federazione potesse assumere una decisione del genere. Spero che Gravina possa comprendere la nostra situazione». Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente del Chieti Antonio Mergiottinotizia che prendiamo con estremo disappunto. Siamo fiduciosi che il Consiglio Federale non la adotti e che venga studiata un’alternativa a questa proposta». Infine il DG Cossu della Jesinarispettiamo le decisioni che sono state prese, aspettiamo la ratifica del 3 giugno e poi vedremo il da farsi. Noi non possiamo fare altro che accettare quello che è stato deciso». Bocche cucite invece in casa Sangiustese.