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Intervista alla campionessa mondiale di vela Giorgia Della Valle con vista sulle Olimpiadi di Parigi 2024

La giovanissima sportiva senigalliese ci ha raccontato come è nato il successo: «Dietro la mia vittoria ci sono molti anzi moltissimi sacrifici, la mia vita è 100% vela, mi alleno tutti i giorni in acqua e in palestra e quando non mi alleno studio»

Giorgia Della Valle

SENIGALLIA – L’estate 2021 per lo sport italiano è stata una stagione forse irripetibile: Campioni d’Europa di calcio, di Pallavolo femminile, i medaglieri record di Olimpiadi e Para-olimpiadi. Tra gli allori collezionati spicca anche il titolo mondiale conquistato dalla senigalliese Giorgia Della Valle che ha trionfato a Gdynia in Polonia nella competizione iridata under 21 classe ILCA 6 (Laser Radial) femminile.

Un successo che, a distanza di qualche giorno, giusto il tempo per metabolizzare quanto accaduto, ci è stato raccontato proprio dalla protagonista di questa impresa che, nell’intervista che segue, ha ripercorso la genesi della sua carriera, i momenti decisivi della gara in Polonia e ha anche fissato i prossimi prestigiosi obiettivi.

In un mondo sportivo dove ancora la vela è uno sport per certi versi di nicchia come è nata questa tua bellissima passione?
«La mia passione per la vela nasce nell’estate del 2012, quando io avevo solo 10 anni. Mattia Ferretti che all’epoca era l’allenatore del Club Nautico di Senigallia mi propose di iscrivermi al corso vela. Diciamo che è stato amore a prima vista, fin da subito mi sono appassionata a questo sport meraviglioso».

Raccontaci una tua giornata tipo di allenamenti: tanti oggi celebrano giustamente il tuo trionfo ma credo che nessuno sappia il lavoro ed i sacrifici che probabilmente si celano dietro
«Devo dire che dietro questa mia vittoria ci sono molti, anzi moltissimi sacrifici. La mia vita è 100% vela, mi alleno praticamente tutti i giorni in acqua e in palestra e quando non mi alleno studio. Ogni giorno, ogni ora per me è tutto programmato, devo ottimizzare il tempo senza sprecare nemmeno un secondo. Fondamentale è il sostegno della mia famiglia e di tante persone che da sempre credono in me e mi supportano, in particolare mi sento di ringraziare la famiglia della mia compagna di squadra, che per me è una sorella, Gaia Bolzonella, mi hanno accolto nella loro meravigliosa famiglia facendomi sentire a casa».

Come riesci a conciliare la tua carriera sportiva con quella scolastica?
«Tengo moltissimo a ringraziare il preside Daniele Sordoni e tutti i professori del liceo Enrico Medi, che mi hanno aiutata davvero tanto a realizzare questo mio grande sogno facendomi stare al passo con la classe e non perdendo nulla. Quest’anno affronterò la maturità e poi mi iscriverò a psicologia. Per me lo studio, la cultura sono molto importanti».

Quale è il ricordo più bello che hai collegato alla passione per la vela? La fotografia mentale che hai stampata a fuoco in mente?
«La fotografia mentale che ho in mente è il momento in cui io e il mio allenatore Fabrizio Lazzerini abbiamo vinto il mondiale. Ho sognato quell’abbraccio per troppo tempo, è stato uno dei momenti più belli di tutta la mia vita».

Raccontaci la gara che ti ha regalato il titolo mondiale: quale è stato il momento decisivo o quando hai realizzato che ce l’avevi fatta?
«Sono stati sei giorni di regate intensi dove abbiamo trovato ogni tipo di condizione: dal poco vento e mare piatto fino a condizioni estreme con tanto vento e due metri d’onda. E’ stata una settimana straordinaria dove non ho mollato nemmeno un secondo, ero sicura delle mie capacità e questo anche grazie alla mia barca nautivela. Ho voluto questa medaglia d’oro più di ogni altra cosa. Devo essere sincera alla fine delle regate, quando ero ufficialmente la vincitrice, la campionessa del mondo, non sono riuscita a trattenere le lacrime, sono scoppiata in un pianto di gioia e ho abbracciato il mio allenatore. Sono sensazioni indescrivibili, sentire l’inno italiano sul gradino più alto del podio avvolta dal tricolore mi ha fatto venire la pelle d’oca».

Quali sono i prossimi traguardi che ti poni? Parlare di Olimpiadi è troppo?
«A fine settembre parteciperò al campionato italiano classi olimpiche. Questo titolo mondiale fa parte della strada che ha come meta una medaglia olimpica, ora ricomincio ad allenarmi e tenterò la qualificazione olimpica per Parigi 2024».

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