Centro Pagina - cronaca e attualità

Sport

Il calcio piange il più grande: è morto Diego Armando Maradona

È stato trovato morto nella sua abitazione di Tigre vicino a Buenos Aires per un arresto cardiorespiratorio. Nel suo passato anche un'apparizione al Dorico di Ancona ma senza giocare

Diego Maradona
Diego Maradona, morto all'età di 60 anni

ANCONA – Diego Armando Maradona è morto all’età di 60 anni. Il calciatore argentino, da molti ritenuto il più forte di tutti tempi, se ne è andato a causa di un arresto cardiorespiratorio mentre si trovava nella sua casa di Tigre, vicino a Buenos Aires. Il “Pibe de oro” era nella capitale argentina per smaltire l’intervento dello scorso 3 novembre per la rimozione dell’edema cerebrale. A dare la notizia è stato, per primo, il quotidiano argentino El Clarín; la notizia poi è stata ripresa da ogni organo di informazione, in tutto il mondo.

Da giocatore (nella sua carriera è stato anche allenatore e dirigente) ha vinto 1 campionato argentino, 1 Coppa di Spagna, 1 Coppa della Liga, 1 Supercoppa di Spagna, 2 Scudetti, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa Italia e 1 Coppa Uefa. Quest’ultima, unita ai successi italiani, è stata conquistata con la maglia del Napoli. In nazionale ha conquistato il Mondiale in Messico nel 1986 (fu quello della mano di Dios contro l’Inghilterra), 1 campionato mondiale Under 20 e 1 Coppa Artemio Franchi.

Nella sua carriera non giocò mai contro l’Ancona, solo in un’occasione si presentò al Dorico per un’amichevole nell’estate del 1985 ma non giocò. Per la cronaca, in quell’occasione, il Napoli si impose 2-6. Il fratello, Hugo Maradona, giocò nella stagione 1987-1988 nell’Ascoli, come attaccante. Enorme il cordoglio sui social, senza troppe frasi. Una semplice immagine, uno scatto. Non serve altro per manifestare la grandezza di Diego. Il campione ribelle, di tutti.

Massimiliano Favo, ex giocatore e allenatore dell’Ancona, che ha giocato nel Napoli primavera, stando a contatto con Maradona, ha scritto: «Mi hai fatto vivere il periodo più significativo della mia carriera. E ricordo il tuo orgoglio di indossare la maglia azzurra. Grazie… immortale».