Moie Vallesina, primo stop nel derby con la Biagio Nazzaro

La formazione di mister Tiranti deve arrendersi sul campo di Chiaravalle. «Colpa nostra, troppo spesso l’ultima scelta è sbagliata. Ma di qui in avanti spero di incontrare un arbitro che sappia le regole»

Stefano Tiranti, allenatore del Moie Vallesina
Stefano Tiranti, allenatore del Moie Vallesina

MAIOLATI SPONTINI – Derby amaro per il Moie Vallesina nel campionato di Promozione: opposta alla Biagio Nazzaro sul campo di Chiaravalle, la formazione di mister Stefano Tiranti ha dovuto ingoiare la prima sconfitta di stagione (2-1), con un rigore trasformato da Rossini (36’) e la rete decisiva di Parasecoli, a tre minuti dal 90’, a ribaltare quello che era stato l’iniziale vantaggio degli ospiti con Trudo all’11’.

«Niente alibi e ci assumiamo le nostre colpe: troppo spesso, nelle 5-6 azioni da rete che riusciamo a creare, l’ultima scelta che facciamo è quella sbagliata e ci penalizza – dice Tiranti – alla Biagio Nazzaro, intesa come società, squadra e tifosi, vanno sicuramente fatti i complimenti. Sono stati assolutamente corretti, dal primo all’ultimo. Una cosa però va detta: che mi auguro di qui in avanti di incontrare un arbitro, se non bravo, che sappia le regole».

Spiega il tecnico del Moie Vallesina: «Domenica scorsa è accaduto di tutto, da ammonizioni sbagliate e confuse a espulsioni per doppia ammonizione che non ci sono state proprio perché il primo cartellino giallo era stato segnato al giocatore sbagliato. Fino ad un rigore concesso dopo essere andato a controllare a ridosso della linea dell’area se c’era il segno della caduta del giocatore o meno, come se si trattasse di verificare la battuta a terra di una pallina da tennis. Insomma mi sembra che in queste prime partite un poco lo scotto della neo promossa in categoria, per quanto riguarda certi atteggiamenti, lo stiamo pagando».

Si guarda avanti, sabato prossimo 12 ottobre seconda trasferta di fila in casa della Passatempese. «Al di là degli episodi, sta a noi migliorare e sfruttare di più quello che creiamo» dice Tiranti.