Marconi entusiasta: «La mia Anconitana è un gruppo vero»

Il patron dei biancorossi ha parlato della vittoria dei dorici sul Sassoferrato Genga, del match winner Mohamed Mansour e dell'apporto dei tifosi alla squadra: «I tifosi anconetani non hanno mai mollato, neanche nei momenti più difficili»

L'Anconitana che nell'ultima giornata ha superato 2-0 il Sassoferrato Genga

ANCONA – La vittoria dell’Anconitana, nella seconda giornata del campionato di Eccellenza, con il Sassoferrato Genga e le due reti di Mohamed “Eddy” Mansour. Ne ha parlato il presidente dell’Anconitana Stefano Marconi, apparso molto soddisfatto della squadra guidata da mister Davide Ciampelli: «Mi sono divertito, sono soddisfatto. Davanti abbiamo giocatori che possono far gol in ogni momento e rispetto all’anno scorso siamo più forti a centrocampo, reparto dove avevamo delle lacune. Cosa significa giocare bene? Far divertire la gente e i giocatori stessi, perché quando si divertono le cose riescono meglio. Vittoria e spettacolo possono essere due cose che vanno di pari passo. Noi sappiamo di avere una rosa molto competitiva, sono tutti bravi ragazzi che vanno molto d’accordo tra di loro. Quest’anno c’è un gruppo vero, non da selfie, e con queste premesse possiamo arrivare dappertutto».

A decidere la gara di domenica è stata una doppietta di Mansour, uno dei giocatori arrivati dal mercato estivo: «Quando è arrivato ricordo tanti commenti scettici. Invece lo abbiamo preso sapendo che era un gran giocatore e certi che chi lo aveva giudicato potesse ricredersi. Mansour è un bravo ragazzo che ci tiene tantissimo. Magari averne diecimila come lui. Ha fatto molto bene anche ad Urbania e con il Sassoferrato, oltre ai due goal, poteva farne ancora un altro. È una spina nel fianco, molto difficile da marcare».

La chiusura sul pubblico con i 1300 che hanno affollato il Del Conero e hanno spinto i biancorossi alla vittoria: «Sono contento del pubblico, mi aspettavo questo affetto perché sapevo che i tifosi anconetani non hanno mai mollato, neanche nei momenti più difficili. Oggi c’è una società che sta cercando di fare le cose per bene e vuole dare continuità a questo momento di felicità».