Verso Rimini-Fabriano, sfida dal sapore antico…

Dal canestro a fil di sirena di Sonaglia nel 1982 a quello di Middleton nel 1994, passando per quella sfida salvezza in A1 in cui i cartai schierarono Bob McAdoo: ecco perché la partita tra romagnoli e cartai non può essere di serie B, ma almeno di una categoria superiore

Una sfida tra Rimini e Fabriano al Flaminio nel 1993: da sinistra si riconoscono Loris Barbiero, Larry Middleton, Andrea Gnecchi e Bob McAdoo

FABRIANO – Reduce da quattro vittorie consecutive, la Ristopro Fabriano prosegue la settimana di preparazione per cercare di fare “pokerissimo” nella trasferta in programma domenica 3 novembre a Rimini contro la Pro Albergatore, settima giornata del campionato di serie B.

Per tenere alto il ritmo, ieri sera – mercoledì 30 ottobre – la squadra fabrianese ha disputato un’amichevole a Ponte San Giovanni di Perugia contro il Valdiceppo (formazione di serie C Gold), con il risultato di 83-44 (parziali di 22-12, 8-13, 26-6, 27-13). Coach Lorenzo Pansa lo ha definito «un buon test», in vista dell’insidiosa partita di domenica in Romagna contro i riminesi di coach Massimo Bernardi.

Già, Rimini-Fabriano, una sfida che – cestisticamente parlando – riporta indietro la “macchina del tempo”. Dalla fine degli anni Settanta alla prima metà degli anni Novanta, infatti, le due piazze hanno dato vita a numerosi confronti emozionanti, poiché spesso coincidevano gli obiettivi delle due società (lotta per la promozione in A1 o per la salvezza nel massimo campionato).

Per Fabriano, inoltre, le partite con Rimini (e Forlì) in quel periodo erano quelle forse più sentite: non c’era ancora Jesi, la Scavolini era di un altro pianeta, Porto San Giorgio una meteora durata giusto un paio d’anni, per cui i romagnoli erano (anche geograficamente) i più vicini contendenti. 

In totale, tra serie A2 e serie A1, l’archivio ci racconta che in totale sono 36 i precedenti tra romagnoli e cartai, con 23 vittorie di Rimini e 13 di Fabriano. Impossibile, fra così tante partite (a cominciare dal 1979), ricordarle tutte, ma probabilmente alcune più di altre sono rimaste impresse nella memoria. 

Un Rimini-Fabriano al Flaminio nei primi anni Novanta

Tra queste, di sicuro, quella di ritorno del campionato 1981/82 di serie A2. L’Honky Fabriano viene da un periodo altalenante, tanto che la società minaccia il blocco degli stipendi. Al Flaminio di Rimini, contro la Sacramora, i cartai di Alberto Bucci devono fare risultato per forza, agganciano il supplementare sul 63-63, poi all’ultimo secondo dell’over time Maurizio Lasi pesca il cecchino Leo Sonaglia che dall’angolo infila il canestro del decisivo 71-73. «Sono passati trentasette anni, ma quel canestro me lo ricordo ancora – dice Sonaglia – anche perché quella partita fu una svolta: ci lasciammo dietro Rimini e iniziammo a vincere conquistando la promozione in serie A1».

Il compianto Massimo Mangano, allenatore di Fabriano, in un match a Rimini nei primi anni Novanta; alla sua destra l’arbitro Pietro Pallonetto

Ma il Flaminio non è stato sempre rose e fiori per Fabriano. Nei primi anni Novanta, infatti, ai successi casalinghi, i cartai spesso non riescono a replicare in Romagna. E sono ko dolorosi. Il 25 marzo 1993, un giovedì sera, è scontro salvezza alla penultima giornata di serie A1. Fabriano tenta il tutto per tutto, tanto che coach Massimo Mangano convince di tornare a giocare “a gettone” nientemeno che Bob McAdoo, due titoli e tre volte capocannoniere Nba. Il mito di Greensboro ne mette 28, ma sul fronte riminese Middleton fa 32 e Calbini 26, per il successo dei locali 100-96. Sulla panchina di Rimini, allora come oggi, c’è Massimo Bernardi. La settimana successiva, perdendo in casa contro la Knorr Bologna di Sasha Danilovic, Fabriano retrocede in A2, seguita qualche settimana dopo dalla stessa Rimini.

Un giovanissimo Massimo Bernardi nel 1992/93 già sulla panchina di Rimini in un match contro Fabriano

Entrambe – quindi – tornano a lottare per la promozione in A1 l’anno successivo, 1993/94. E’ ancora il Flaminio il torrido terreno di una gara memorabile, il 6 marzo. La Cagiva Varese di Arjan Komazec sembra ormai irraggiungibile per entrambe, ma la Elecon Desio di Mark Davis è ancora alla portata (in quegli anni le prime due classificate salivano direttamente in A1). Va da sè che la posta in palio tra romagnoli e cartai, immediate inseguitrici dei lombardi insieme a Siena e Forlì, è ancora una volta alta. Un canestro da “quattro” (tripla con fallo) del funambolico Dennis Williams a 17” dalla sirena fa sognare i cinquecento tifosi giunti da Fabriano (73-74). Ma a gelare i sogni cartai ci pensa Larry Middleton (ora assistant coach): il “gommoso” riceve da Calbini, fa quattro palleggi e piazza un “jump” dai cinque metri che, quasi sulla sirena, sancisce il definitivo 75-74 per l’allora Olio Monini.

I confronti tra Fabriano e Rimini in Legadue sono durati fino al 2008, ma con un “pathos” via via minore. Gli ultimi match risalgono proprio al 2007/08, in quella stagione Massimo Bernardi allenava Fabriano. Un successo per parte: all’andata vittoria dell’Indesit per 77-72 (16 punti di Alessandro Infanti da una lato, 21 di Omar Thomas dall’altro), al ritorno successo della Coopsette per 88-72 (Darrel Lewis 23, Luis Flores 28) nel più anonimo teatro del 105 Stadium.

Al termine di quel campionato, 2007/08, il Fabriano Basket fondato nel 1966 cessa di esistere. Il Basket Rimini, anno di fondazione 1947, va avanti altri dieci anni e poi interrompe l’attività nel 2018.

Le due società che si affronteranno domenica 3 novembre, quindi, sono entrambe “nuove”, Janus Basket Fabriano e Rinascita Basket Rimini, ma entrambe identiche eredi di una tradizione che – al di là dei diversi codici Fip – rappresenta la passione per il basket della “gente” di queste due piazze.