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Basket, Maurizio Del Testa: «Ristopro Fabriano, importante ripartire subito»

Dopo la sconfitta ad Ancona, la guardia biancoblù presenta il prossimo match al PalaGuerrieri contro l'Esa Italia Chieti. L'occasione per conoscerlo un po' meglio

Maurizio Del Testa
Maurizio Del Testa, guardia della Ristopro Fabriano, classe 1989, mentre va a canestro (foto di Marco Teatini)

FABRIANO – Parola d’ordine: mettere una pietra sopra la sconfitta di domenica scorsa ad Ancona, che ha interrotto a sette la serie positiva della Ristopro Fabriano nel campionato di serie B di basket, e concentrarsi sul prossimo incontro in casa contro la Esa Italia Chieti (domenica 19 gennaio al PalaGuerrieri, ore 18).

«C’è voglia di rivalsa e di ripartire subito con il piede giusto». A parlare è Maurizio Del Testa, guardia trentenne della Ristopro Fabriano, che dedica al nostro taccuino il venerdì mattina libero dagli allenamenti per parlare del match in arrivo. Ma anche di se stesso. Ed è l’occasione per approfondirne la conoscenza, lui che – toscano di Montecatini Val di Cecina, un paese di millecinquecento anime tra Cecina e Volterra – è alla prima stagione in maglia biancoblù.

Maurizio, partiamo dagli albori della tua vita cestistica: dove hai mosso i primi passi e poi come si è sviluppata la tua carriera?
«Ho iniziato a giocare in terza elementare nella squadra di Cecina, qui ho fatto tutto il settore giovanile, spesso insieme a Francesco Fratto che ho piacevolmente ritrovato qui a Fabriano, fino ad esordire in prima squadra nel 2006 in serie B2. Coach Roberto Vadacca è stato il mio “mentore”. A Cecina ho sostanzialmente trascorso tutta la carriera fino al 2016. A 26 anni la mia prima esperienza lontano da casa per andare a giocare a Cassino dove sono rimasto due stagioni, poi lo scorso campionato a Matera con Daniele Merletto e ora alla Ristopro, ancora insieme a lui. Sempre in serie B».

Se ti chiedessi i due momenti più belli della tua avventura cestistica finora?
«Sicuramente la promozione in serie A2 con Cassino nel 2017/18, in squadra con me c’era “Nik” Petrucci e anche con lui adesso siamo di nuovo insieme qui a Fabriano: non eravamo certamente la squadra favorita, ma abbiamo fatto valere la grande forza del nostro gruppo. Il secondo ricordo più bello è quando con Cecina, nel 2014/15, siamo arrivati in finale contro il Montepaschi Siena: la nostra squadra fatta tutta di ragazzi del posto contro una corazzata… perdemmo ma la serie fu bellissima».

Ciò che balza agli occhi è il fatto che in questa Ristopro Fabriano vi siate ritrovati tanti giocatori che, seppur in momenti diversi della carriera, in precedenza avete giocato insieme: quanto ha influito questo conoscervi a vicenda sul buon girone di andata della squadra?
«Molto, perché abbiamo rapidamente trovato il giusto feeling. Di solito quando si costruisce una squadra nuova le prime settimane sono dedicate alla conoscenza reciproca, non solo come giocatori ma anche come persone. Noi invece abbiamo immediatamente trovato equilibrio per il fatto, appunto, che già quattro o cinque di noi avevamo confidenza con gli altri».

Tredici vittorie e tre sconfitte dopo sedici giornate, il vertice della classifica insieme alla Tramec Cento, la qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia: ti aspettavi una Ristopro così quadrata?
«Sapevo di far parte di una squadra di valore, ma altrettanto bene immaginavo la difficoltà pazzesca di questo girone C, che ha un livello altissimo. Direi che finora siamo stati bravi. La qualificazione alla Final Eight è un obiettivo che tra di noi ci eravamo fissati e lo abbiamo raggiunto, ora ce la vogliamo giocare (appuntamento il 6-8 marzo, quasi sicuramente a Ravenna, ndr)».

A proposito di Final Eight, ai “quarti di finale” il 6 marzo l’avversario della Ristopro sarà l’Etrusca San Miniato, seconda classificata nel girone A: da buon toscano dovresti conoscerli bene, giusto?
«Sono una formazione rognosa, intensa, aggressiva. Difendono forte (appena 62 punti subiti di media in campionato, ndr), cambiano sistematicamente, hanno un buon allenatore come Federico Barsotti. La classica squadra toscana, insomma. Non è facile da affrontare, è fondamentale non adeguarsi al loro ritmo, giocare la propria pallacanestro».

Quali reputi essere, invece, le caratteristiche principali della tua Ristopro?
«Abbiamo sicuramente talento in attacco, ma anche una delle migliori difese del nostro girone (64,8 punti subiti di media, ndr). Piegare le gambe in difesa e correre sono dei punti fermi in cui credo, perché in attacco può capitare una giornata storta, ma se hai una buona difesa sopperisci a qualsiasi inconveniente».


Raccontaci il Maurizio Del Testa fuori dal parquet…
«Vivo a Fabriano con il mio cagnolino Billy, un meticcio a cui voglio un gran bene, la mia ragazza è di Palestrina e studia a Pescara e mi raggiunge ogni tanto. Anche io ho ripreso a studiare, Scienze Motorie a Perugia, diciamo che inizio a prepararmi la strada per quello che sarà il “dopo”, mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport. In generale, credo di essere un tipo tranquillo, anche timido…».

A proposito, qualcuno dice addirittura che hai una doppia personalità, tipo un Clark Kent in borghese, che poi quando entra in campo si infila canotta e pantaloncini si trasforma… I tifosi fabrianesi stanno apprezzando proprio la tua grinta e la tua grande carica agonistica, che ne pensi?
«Il fatto è che fin da piccolo sono stato abituato a sbucciarmi le ginocchia per dovermi guadagnare spazio, a dare il massimo, perché sono consapevole di non avere un enorme talento. Riesco ad entrare in partita più con una palla recuperata, uno sfondamento subito o una difesa forte, che con un canestro segnato. Pensa che da piccolo con un amico facevamo a gara a chi prendeva più sfondamenti…».

Chi è il più forte con cui hai giocato?
«Senza ombra di dubbio Manuel Carrizo, un gran giocatore che sa far crescere anche i compagni, dotato di una grande umiltà che lo rende speciale».

E tra gli avversari più ostici?
«Credo Antonio Ruggiero, che affronteremo proprio domenica contro Chieti».

Le tue cifre individuali nelle prime sedici giornate parlano di 8,5 punti di media in 24 minuti di utilizzo, con il 38% da tre: ti soddisfano?
«Come detto prima, i numeri non mi interessano. Per me la cosa più importante per un giocatore è capire il proprio ruolo per fare il bene della squadra. Di questo sono soddisfatto, ovviamente nell’ottica di fare sempre meglio. Sono contento di far parte di una formazione competitiva, che può aspirare ad alti livelli, che gioca di fronte a un pubblico eccezionale come non mi era mai capitato prima d’ora: penso che queste siano tra le cose più belle per un cestista».

Maurizio, eccoci all’attualità: domenica al PalaGuerrieri arriva l’Esa Italia Chieti… 
«Un’ottima formazione, nomi come Ruggiero, Stanic, Rezzano, Sanna, l’ultimo innesto Pederzini parlano da soli… Ma dal canto nostro abbiamo grande voglia di rivalsa, vogliamo ripartire subito col piede giusto dopo la sconfitta di domenica scorsa ad Ancona».

Il match tra Ristopro Fabriano (26 punti in classifica) e l’Esa Italia Chieti (18 punti) è in programma domenica 19 gennaio al PalaGuerrieri di Fabriano (ore 18). Arbitreranno l’incontro i signori Francesco Belisario Di Luzio di Cernusco sul Naviglio (Mi) e Mirko Picchi di Fermentino (Fr).