Centro Pagina - cronaca e attualità

Sport

Atletica: Tamberi stenta a Doha

«Prendere schiaffi fa sempre bene – ha dichiarato dopo la competizione -. Dare la colpa al vento sarebbe una scusa. Certo, le condizioni non hanno aiutato ma non è questo»

Gianmarco Tamberi (foto tratta dal profilo Instagram)

ANCONA – È iniziato il rodaggio per Gianmarco Tamberi, che a Doha ha messo insieme i primi salti della sua stagione all’aperto, senza però mettere in mostra le cose migliori. Solo 2,20, ottenuti  alla terza prova, per il campione olimpico, che nella prima gara della Diamond League è stato superato dai sei dei suoi sette avversari di giornata. La vittoria è andata al coreano Woo, che si è confermato in un buono stato di forma, con un ottimo 2,33. Secondo Barshim, che ha ottenuto i 2,30, terzo il canadese Lovett, con 2,27. Gimbo è  sceso in pedana a 2,16, saltando solo al secondo tentativo, a 2,20 i tentativi necessari per lasciare l’asticella sono stati tre, e infine a 2,24 è arrivata l’eliminazione. Unica nota di conforto il fatto di aver fatto ben 8 salti.

Indubbiamente si sapeva che Tamberi quest’anno non ha praticamente mai saltato e proprio per questo il suo programma d’ora in poi è abbastanza intenso (prossima gara sabato prossimo a Birmingham). Certo partire da un gradino un po’ più alto avrebbe fatto piacere, ma l’importante è aver ritrovato l’odore del materassone e aver preso coscienza delle prime considerazioni e della direzione da prendere per sviluppare momenti più soddisfacenti. «Prendere schiaffi fa sempre bene – ha dichiarato dopo la competizione -. Dare la colpa al vento sarebbe una scusa. Certo, le condizioni non hanno aiutato ma non è questo. Ci sono problemi tecnici da risolvere, alti e bassi in allenamento e poca consapevolezza tecnica. Abbiamo iniziato le gare consci del fatto che non devo essere al top della forma in questo momento della stagione, ma questa performance è da cancellare e non andrà ripetuta a Birmingham il 21 maggio. Oggi non ho fatto salto in alto. Comunque non inficia minimamente il mio percorso verso i Mondiali di Eugene».