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Senigallia

Videocamere di sorveglianza, l’amministrazione vuole più dispositivi

Dal Comune di Senigallia viene resa nota l'idea di rinnovare i dispositivi già installati e acquistare nuovi occhi elettronici. Anche Campanile era intervenuto sull'argomento per un maggior controllo del territorio

videocamere di sorveglianza
Videocamere di sorveglianza

SENIGALLIA – Videocamere di sorveglianza da rinnovare e aumentare nel numero. Se lo prefigge l’amministrazione comunale Olivetti che sta valutando un progetto di finanza per la questione sicurezza, con lo scopo di aggiustare i dispositivi che non funzionano più, o cambiarli, e nel frattempo di acquisirne altri per incrementare le zone sorvegliate di Senigallia.

Da alcuni anni non funzionano infatti le 12 videocamere di sorveglianza per cui il Comune sta valutando un progetto che possa da un lato sistemare ciò che si può riparare e dall’altro acquistare nuovi occhi elettronici. Serviranno però risorse al momento non disponibili, per cui l’idea in fase di valutazione da parte dell’assessore ai lavori pubblici Nicola Regine è quella di un leasing o di un project financing.

Alla base dunque la volontà di aumentare le zone coperte dalle videocamere di sorveglianza per dare un senso di maggior sicurezza a quanti lo richiedono da tempo: non solo per il centro storico, dove commercianti e residenti segnalano spesso atti di vandalismo ma anche dove si verificano frequentemente episodi di abuso alcolico; non solo gli incroci più pericolosi della città o i sottopassaggi dove alcuni non si sentono al sicuro; anche le periferie chiedono un maggior controllo.

Nei giorni scorsi l’ex assessore Gennaro Campanile, ora consigliere di minoranza con Amo Senigallia, era intervenuto sullo stesso argomento. Attraverso un’interrogazione scritta aveva chiesto in consiglio all’amministrazione comunale cosa intendesse fare circa le videocamere di sorveglianza installate in città ma non più funzionanti. «Tantissime città amministrate indifferentemente dal centrodestra e dal centrosinistra sono ricorse alla misura di sorveglianza, prevenzione e controllo attivo sul territorio; l’interesse collettivo trarrebbe grande giovamento da un funzionale sistema pur nel pieno rispetto della privacy individuale».