Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Via l’amianto dagli ospedali di Senigallia e Arcevia

Saranno rimosse lastre, serbatoi, cisterne, tubature e condotte presenti in più padiglioni. Montanari (Ala): «Positivo questo primo passo ma c’è un ritardo di 30 anni da recuperare»

Lastre di amianto, cemento amianto, asbestosi, tumore, bonifica
Lastre di amianto

SENIGALLIA – Ci sono anche gli ospedali di Senigallia e Arcevia tra le strutture sanitarie in cui verranno eseguite operazioni di bonifica dai materiali in amianto. Lo ha annunciato la Regione Marche che, tramite l’assessore ai lavori pubblici e all’edilizia ospedaliera Francesco Baldelli, ha spiegato di voler dare una risposta concreta ad un annoso problema che coinvolge praticamente tutte le città marchigiane e persino le strutture sanitarie o le condotte idriche di alcuni comuni.

Tra gli interventi sono stati selezionati per la bonifica dal rischio amianto anche gli ospedali della spiaggia di velluto e della perla dei monti, così chiamata per i suoi nove castelli che caratterizzano il vasto territorio comunale arceviese.

A Senigallia si rimuoveranno serbatoi, cisterne e condutture presenti in più padiglioni che compongono l’area ospedaliera, mentre ad Arcevia saranno eliminate lastre in eternit, cisterne e tubazioni. Assieme a Sassoferrato e Fabriano la Regione ha previsto una copertura economica totale della spesa di circa 155mila euro per la rimozione di tali manufatti come previsto dal piano complessivo di bonifica dell’amianto attivato per 21 ospedali delle Marche grazie ai 4 milioni di euro di fondi ministeriali.

Positivo il commento del presidente dell’Associazione Lotta all’Amianto (Ala) di Senigallia, Carlo Montanari: «Evidentemente la nuova giunta regionale ha preso a cuore la questione ambientale e soprattutto il grave problema dell’amianto presente in praticamente tutte le città d’Italia. Ma non possiamo vantarci di questo passo: è un’iniziativa positiva ma pur sempre il primo e solo passo fatto finora, con decenni di ritardo rispetto alla legge 257 del 1992». L’ormai nota norma relativa allo stop nell’impiego dell’amianto, per prima cosa, imponeva di mettere in sicurezza le strutture pubbliche come scuole e ospedali. 

«Solo a Senigallia – continua Montanari – ci sono stati negli anni più di 400 morti e tuttora altri ex lavoratori della Sacelit e dell’Italcementi sono malati. È previsto infatti che anche nei prossimi 10-15 anni ci si potrà ammalare di patologie collegate all’esposizione alle fibre di amianto. Che quindi ora si metta mano a questa problematica è certamente positivo ma non è che in pochi mesi si possa recuperare un ritardo di quasi 30 anni». 

Carlo Montanari
Carlo Montanari

Il presidente dell’Associazione Lotta all’Amianto, anche lui ex lavoratore Sacelit-Italcementi e anche lui da tempo alle prese con malattie legate all’amianto, si è battuto per anni perché venisse effettuata una precisa ricognizione e bonifica delle strutture contenenti amianto nella “sua” Senigallia «ma sono stato inascoltato: nel frattempo però molte persone sono decedute».

Il problema è sia culturale che politico ma un’iniziativa della giunta Olivetti potrebbe dare un’accelerazione per lo meno sulla conoscenza di questi temi: è in previsione l’organizzazione e l’apertura di uno sportello per le consulenze sull’amianto e sulle problematiche connesse che dovrebbe vedere referente proprio Carlo Montanari. Un altro passo per cercare di porre un freno o cercare di prevenire le gravi patologie connesse all’utilizzo di tali materiali, almeno attraverso un’informazione specifica sul tema da parte di chi ci è passato.