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Senigallia

Utic, nessuna nuova Commissione

Anche l'associazione "Un Cuore di Velluto" scende in campo per difendere l'ospedale di Senigallia. I consiglieri di opposizione avevano chiesto la convocazione di una nuova Commissione oltre ad una seduta straordinaria del Consiglio Comunale

ospedale Senigallia
Ospedale Senigallia

SENIGALLIA- Era stata annunciata nei giorni scorsi una nuova Commissione sulla sanità, richiesta dai consiglieri di Unione Civica e Forza Italia: «In modo sorprendente e inatteso, il presidente della quarta commissione Angeletti (che già aveva atteso quasi due mesi prima di convocare la precedente riunione di commissione, sempre da noi richiesta, con i vertici Asur) ha deciso senza nessuna seria motivazione di rinviare a data da destinarsi la seduta prevista per lunedì, chiesta per approfondire l’ordine del giorno proposto da Unione Civica e Forza Italia per la revoca delle due delibere di smantellamento di chirurgia oculistica e Utic cardiologica – spiegano. Una proposta forte che, all’insegna dell’unità sul tema sanitario di tutti i gruppi consiliari, avremmo voluto condividere con i rappresentanti di tutti i gruppi politici. Per tale motivo, abbiamo formalmente avanzato al presidente del Consiglio Comunale richiesta di immediata calendarizzazione in Consiglio Comunale dell’ordine del giorno senza più passaggio in Commissione.

Vista la straordinarietà dell’argomento e l’urgenza di una chiara e formale presa di posizione da parte delle Istituzioni in relazione al progressivo smantellamento della struttura ospedaliera, abbiamo chiesto al Presidente Romano di convocare il Consiglio durane la pausa estiva». Nei giorni scorsi sono nati due comitati a difesa dell’Ospedale. Un problema molto sentito in città: lunedì scorso, durante la commissione sulla Sanità, sono stati numerosissimi i senigalliesi che hanno affollato l’aula. Sull’argomento è intervenuta anche l’associazione “Un Cuore di Velluto”.

«L’Unità Operativa Complessa di Cardiologia di Senigallia, con una casistica annua di ben più di 100 infarti miocardici acuti e altrettanti impianti di pace-maker, rientra pienamente e da anni, nei volumi minimi di attività indispensabili per garantire efficienza e qualità clinica, come previsto dai criteri delle delibere della Giunta Regionale n. 1345/2013 e n. 1219/2014 – spiegano dall’associazione – Nella contestata delibera n. 361/2017 del 23 giugno u.s. non è citato alcun confronto né condivisione con gli specialisti del settore, che per competenza professionale ed evidenze scientifiche devono garantire e si trovano quotidianamente a gestire il percorso più sicuro ed efficace per il paziente con un problema cardiaco acuto, per approfondire il problema oltre le valutazioni degli aspetti demografici che hanno ovviamente la loro rilevanza. Nessuna amministrazione aziendale, anche nel caso in cui vengano imposti tagli e riduzioni di spesa dal vertice, andrebbe strategicamente a tagliare il ramo attivo più grande e produttivo qual’é la Cardiologia dell’Ospedale di Senigallia, che vanta un numero di ricoveri annui maggiore di quello riferito alle Cardiologie di Jesi e Fabriano: dati facilmente verificabili presso gli uffici amministrativi dell’Azienda Sanitaria.

L’Associazione di Volontariato Cuore di Velluto Onlus, da anni impegnata a supportare l’attività dell’Unità Operativa, oggi messa in discussione da atti deliberativi adottati nel 2012 e 2013 dall’allora Governo Regionale, lo scorso 10 luglio aveva già evidenziato il timore per la decisione dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale che con determina n. 361/2017 aveva decretato la soppressione nel presidio ospedaliero cittadino della Unità di Terapia Intensiva Cardiologica ( U.T.IC.), che ad oggi rappresenta l’unico reparto riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per far operare professionisti, poiché dotato di una strumentazione dedicata al trattamento del paziente con patologia cardiaca acuta. I

l Direttivo dell’Associazione Cuore di Velluto Onlus ed i volontari attivi, hanno analizzato le dichiarazioni rese durante la seduta della IV Commissione Consiliare Permanente dello scorso 24 luglio. Con rammarico è stato constatato che, a distanza di un mese, non si è giunti ad una definizione della questione, anche se un passo importante è stato compiuto: la sospensione della sopracitata determina, così da poter dare corso “non alle estemporaneità” citando il Consigliere Regionale Fabrizio Volpini Presidente della IV Commissione Sanità, ma ad una valutazione attenta dei volumi di attività e dei carichi di lavoro delle tre Cardiologie dell’Area Vasta 2, evidentemente non presi in esame a suo tempo. Diversamente da quanto lasciato intendere dal Direttore Generale dott. Marini, il Decreto Ministeriale n. 70/2015, pur imponendo criteri stringenti su come deve essere ristrutturato il sistema sanitario regionale in rapporto al bacino di utenza, non obbliga a che gli standard vengano applicati necessariamente su base provinciale, dovendo necessariamente sacrificare una delle tre Cardiologie dell’Area Vasta 2; si tratta invece di una decisione derivata da scelte politiche ben precise, nel cui merito, oggi, non vogliamo entrare.

Come affermato dal Sindaco Maurizio Mangialardi, Senigallia “non si tocca”: la località balneare, che con le sue attività stagionali raddoppia il numero della popolazione, deve essere tutelata, ponendo al centro dell’attenzione non gli interessi dei singoli, ma quello più importante dei cittadini e dei pazienti. Contestabile quindi la dichiarazione del Dott. Marini di cambiare atteggiamento ed essere disposti a spostarsi per avere le cure migliori: questo è plausibile in caso di prestazioni programmabili (ad esempio: intervento al menisco, visite specialistiche ecc.), ma inaccettabile nella gestione di patologie cardiache acute (infarto miocardico acuto, edema polmonare , embolia polmonare, aritmie …), in cui ogni minuto e la presenza di una equipe qualificata prontamente disponibile fanno la differenza. La dicitura riabilitazione, già presente in precedenti determine è sempre stata giustificata come un ampliamento dell’offerta prestazionale nell’assistenza del paziente, dalla fase acuta alla sua cronicità e non una “limitazione” che implica l’impossibilità di avere una U.T.I.C.

Secondo quanto dichiarato nel corso della IV Commissione dal Direttore di Area Vasta 2, Ing. Maurizio Bevilacqua, in questi anni l’Ospedale di Senigallia ha sofferto rispetto ad altri presidi ospedalieri quanto ad investimenti e risorse per il personale.
Oggi siamo giunti ad una svolta; la nostra Associazione di Volontariato impegnata in azioni volte a garantire la tutela della salute dei cittadini e l’uniformità nella erogazione delle cure, ed insieme alle parti sociali presenti sul territorio, con il supporto dell’Amministrazione Comunale e degli Enti sovraordinati, vigilerà attentamente, perché il cambiamento in atto del sistema sanitario nazionale non porti al sacrificio del nostro territorio, ma anzi lo potenzi e lo mantenga nelle sue eccellenze, riallineandolo rispetto alla attuale situazione: è improponibile qualsiasi soluzione organizzativa che non preveda una Unità Operativa di U.T.I.C. a Senigallia».