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Senigallia

Urbanistica, da Senigallia parte «il percorso per una riforma della legge»

L’assessore regionale Aguzzi: «Legge vecchia di trent’anni quel mondo non c’è più». Per la spiaggia di velluto tanti cambiamenti con la rigenerazione del collegio Pio IX, dell’ex iat, di palazzo Gherardi e la pedonalizzazione del lungomare Marconi

I relatori del convegno a Senigallia sull'urbanistica regionale: "Quale futuro per il nostro territorio?"
I relatori del convegno a Senigallia sull'urbanistica regionale: "Quale futuro per il nostro territorio?"

SENIGALLIA – La rigenerazione urbana delle aree in degrado, la pedonalizzazione del lungomare, i piani regolatori e le varianti urbanistiche sono i temi discussi nell’ambito del convegno “Quale futuro per il nostro territorio?” che si è tenuto ieri, giovedì 2  dicembre, alla rotonda a mare. Un incontro che di fatto è stato il primo passo per parlare di una nuova legge urbanistica che superi la frammentazione attuale e dia flessibilità ad amministratori e ai professionisti.

L’incontro ha visto l’assessore regionale Stefano Aguzzi parlare di riforma della legge sull’urbanistica, «una legge vecchia di trent’anni, stratificata da una decina di interventi successivi: parla di un mondo che non è solo superato, proprio non c’è più». Da Senigallia è iniziato dunque un «percorso importantissimo» che necessita del confronto con le associazioni di categoria, i professionisti e gli esperti che quotidianamente lavorano su questi temi: «A loro e ai cittadini dobbiamo delle risposte, oggi il nostro territorio ne ha bisogno, ed entro la legislatura vogliamo arrivare alla sua approvazione sapendo che servirà anche per gli anni successivi».

Tante le riflessioni in tema di rigenerazione urbana e riforma della legge urbanistica regionale messe in campo: l’arch. Nardo Goffi, dirigente Regione Marche, ha suggerito che nell’ambito di una semplificazione, si potrebbe aprire per i comuni l’opportunità di individuare oggi delle aree che domani potrebbero essere al centro di una rivalutazione produttiva e che nel frattempo potrebbero essere usate come compensazione per il consumo di suolo. Proprio su questo importante tema si è invece concentrata l’arch. Maria Cristina Borocci, dirigente Regione Marche: «Entro il 2050 dovremo ridurre a zero il consumo di suolo e dando uno sguardo alla legge nazionale e alle altre regioni italiane, dobbiamo prevedere la massima elasticità per adattarsi alle varie situazioni che verranno sottoposte da professionisti e cittadini. Il nostro territorio è composto prevalentemente da piccoli comuni e non tutti hanno risorse, strumenti e personale per affrontare certe situazioni». Una ipotesi per alleggerire il carico normativo è quella di «dare una valenza paesaggistica al piano di indirizzo territoriale (Pit): senza fare due piani urbanistici ma nell’ottica di semplificare le leggi, potrebbe essere una soluzione arrivare  a una sorta di testo unico sull’urbanistica».

Per il territorio di Senigallia si aprono scenari interessanti: la rigenerazione urbana offre infatti l’opportunità – ma ormai è un’esigenza anche ambientale e climatica – di riqualificare diversi spazi che nelle città attuali sono ormai fuori contesto. L’arch. Silvia Cognini, responsabile urbanistica del Comune di Senigallia, ha prospettato vari progetti. Ha esordito con il collegamento ciclopedonale tra l’area della ferrovia e la rocca roveresca: «sarebbe un modo per ripristinare la connessione ideale tra le due zone contigue della città unite solo da un sottopasso angusto ma anche per il deflusso delle persone in caso di grandi eventi turistici a cui Senigallia è abituata». Cognini ha parlato anche della pedonalizzazione del lungomare Marconi tra il molo e la rotonda e della riqualificazione dell’ex Iat, l’edificio un tempo sede dell’azienda di soggiorno, di proprietà della Regione, che da tempo è in vendita senza successo. Dopo i progetti della vecchia amministrazione comunale, nel futuro potrebbe esserci spazio per un «parcheggio di interscambio» con sostegno alla mobilità pubblica urbana e a quella sostenibile. 

Altri nodi importanti per la città sono palazzo Gherardi e il palazzo dell’ex Collegio Pio IX, in piazza Garibaldi. Quest’ultimo ospita attualmente il comando della Polizia locale ma «non è funzionale, soprattutto in fase di emergenza» ed è in coabitazione con altre associazioni. Spostando il comando in altro luogo più adatto (senza però indicare quale), si è prospettato che l’ex collegio diventi un centro civico e spazio polifunzionale per le varie realtà senigalliesi. Su palazzo Gherardi, ex sede del liceo classico Perticari oggi in degrado, l’idea è quella di una nuova fase per la cultura e come centro ricerca, grazie ai cospicui finanziamenti ministeriali intercettati recentemente. Il piano nobile del palazzo lascito del conte Gherardi sarà destinato allo studio della città e della tutela del territorio, alle ricerche sull’innovazione e sulla lotta ai cambiamenti climatici con l’attenzione rivolta alla sicurezza dei fiumi; in collaborazione con l’Università politecnica delle Marche; il piano mezzanino, che un tempo ospitava la biblioteca comunale prima del trasferimento sopra il foro annonario, diverrà un ostello per i giovani, con spazi anche per il co-working.

Il pubblico del convegno a Senigallia sull'urbanistica regionale: "Quale futuro per il nostro territorio?"
Il pubblico del convegno a Senigallia sull’urbanistica regionale: “Quale futuro per il nostro territorio?”

Tra le iniziative del Comune di Senigallia c’è anche quella di mettere mano al P.E.B.A., il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, del quale molte amministrazioni comunali sono colpevolmente sprovviste, lasciando le città di fatto non inclusive.

All’incontro hanno partecipato anche i referenti dei vari ordini professionali da Claudio Centanni, presidente INU Regione Marche, a Viviana Caravaggi, presidente Ordine architetti; da Alberto Romagnoli, presidente Ordine ingegneri a Diego Sbaffi, presidente Collegio geometri e a Massimo Ubaldi, vice presidente Ance Marche. Tutti si sono detti disponibili al dialogo per arrivare alla semplificazione se non a una vera riforma della legge urbanistica che superi la frammentazione attuale. «Gli ordini professionali hanno ruolo fondamentale nella riforma che si sta predisponendo – ha detto Centanni – assieme a Comune e Regione Marche. Tutta la filiera deve essere coinvolta per la rinascita del territorio, superando le diverse situazioni critiche», a partire dai temi economici per arrivare al sisma e alla pandemia affrontando le norme confusione e sovrapposte: sfide a cui gli ordini hanno annunciato di voler prendere parte.