Un anno di sport a Senigallia, il punto con Lorenzo Beccaceci

Il Consigliere delegato allo sport del Comune di Senigallia traccia un quadro complessivo sullo stato di salute dello sport nostrano che di certo non sta vivendo un momento di grande splendore economico

Scherma al Palasport di Senigallia - foto Club Scherma Montignano
Scherma al Palasport di Senigallia - foto Club Scherma Montignano

SENIGALLIA – Giovane conoscitore di tutta la realtà sportiva locale, Lorenzo Beccaceci è il Consigliere delegato allo sport del Comune di Senigallia, una figura di raccordo molto preziosa per permettere alle istituzioni di interfacciarsi con l’articolato mondo dello sport nostrano che di certo non sta vivendo un momento di grande splendore economico. Con lui abbiamo fatto il punto sul mondo dello sport senigalliese.

Consigliere, quale momento migliore se non l’ultimo giorno dell’anno per tracciare un bilancio sullo sport senigalliese?
«Il mio ruolo è prevalentemente basato sul mantenere relazioni con le associazioni sportive del territorio: parlando dell’anno 2016/2017 tante società hanno ottenuto risultati importanti e prestigiosi, ma non tutto è stato così perfetto se guardiamo qualche disciplina nello specifico…».

Lorenzo Beccaceci
Lorenzo Beccaceci

Si riferisce al calcio?
«Esatto, il mio pensiero va al di là della competitività, ma vedere tre squadre di Senigallia in Promozione, come è accaduto lo scorso anno ed ovviamente tre imprenditori investire su tre realtà diverse, non può essere considerato un grande risultato. Quest’anno sono cambiate molte cose: l’Olimpia ha un progetto serio basato sui giovani, mentre l’F.C. Vigor sta creando qualcosa di importante che lascia ben sperare per il futuro».

Si può quindi ritenere soddisfatto dopo le novità che hanno portato ad una Vigor decisamente nuova?
«Lo sono perché non c’è solo ambizione, ma progetti seri incentrati sui giovani, su tanti ragazzi del nostro territorio, certo la Vigor è la squadra di tutti i senigalliesi, ma anche il Marzocca ricopre un ruolo importante nel cuore sportivo cittadino».

Passiamo ora al basket, uno sport che continua a crescere e Senigallia si sta confermando una realtà affidabile in tutto il panorama nazionale…
«Ovviamente la Pallacanestro Senigallia ha un ruolo speciale per me nel panorama sportivo locale…la Goldengas ha cambiato tanto in questi anni, è stato rischioso, ripartire da zero non è mai semplice. Questo azzardo però sta dando i suoi frutti. È stato scelto un allenatore come Foglietti che conosce questo sport, ha dato una nuova identità e posso permettermi di dire che lo sport appartiene a persone così. Quest’anno ho rivisto affetto verso la nostra realtà, ho visto giocatori che si sono innamorati della maglia e della città, pur venendo da molto lontano, forse questo era mancato lo scorso anno».

Si parla tanto di turismo sportivo, Senigallia come vive questo fenomeno?
«Quando ho completato il mio percorso di studi universitario, circa 10 anni fa, già si parlava di turismo sportivo, a Senigallia questa tipologia di turismo viene valorizzata soprattutto in estate con l’Xmasters. Pur non occupandomene in prima persona, vedo che dietro tutto ciò ci sono persone brave, capaci e appassionate; insomma, lo sport diventa turismo grazie alla capacità di coloro che sanno valorizzarlo. Un altro evento molto prezioso per noi è la Summer League, un appuntamento cestistico molto apprezzato da tutti gli amanti della palla a spicchi».

Pochi giorni fa abbiamo visto tante persone riversarsi in centro per vedere i sup risalire il Misa, lo stesso discorso per il pattinaggio o le moto, c’è bisogno di questi sport meno convenzionali?
«Il sup è l’esempio perfetto, uno sport che ha un grande seguito e continuerà ad averlo; basta vedere  quanti appassionati si applicano nel periodo estivo, così come l’appuntamento clou è nel periodo invernale con i babbi natale che risalgono il fiume. Giusto puntare su queste tipologie di sport, in estate per esempio vedo che il rugby da spiaggia sta crescendo molto e non nascondo che la cosa mi fa molto piacere».

La strada quindi sembra essere quella giusta…
«Al termine del mio percorso istituzionale e di quello dell’amministrazione sarebbe importante mantenere alta l’attenzione sulle tante associazioni sportive che nel nostro territorio vanno avanti con due lire, parliamo di oltre 100 associazioni che sopravvivono con tanta passione e determinazione».

Quali realtà stanno emergendo a Senigallia?
«La scherma è una disciplina in costante crescita, tanti ragazzi si applicano, ma oltre a puntare sui giovani, il nostro club di Montignano organizza eventi di primissimo livello: quest’anno, ad esempio, è arrivato alla Rotonda Paolo Pizzo, tuttavia il supporto dell’amministrazione è davvero limitato, vorremmo tutti fare di più. Un’altra disciplina importantissima è il judo, merito soprattutto di Stefano Pompei che raccoglie in sé tutti i valori dello sport, un grande maestro capace di formare i nostri ragazzi ed un grande esempio di vita».

Infine ci sono i giovani…
«In occasione della serata dedicata allo sportivo dell’anno, sono stati premiati alcuni ragazzi che portano in alto il nome di Senigallia in Italia: penso a Gabriele Torcianti, ai giovanissimi Vernelli e Saltarelli così come a Mirko Bruschi, senza dimenticare i fratelli Goretti; insomma abbiamo risorse da non sottovalutare. Una partita di calcetto a fine giornata scarica molti di noi, lo sport racchiude tutto, è cultura e capacità di stare con gli altri ed i giovani che lo praticano troveranno di certo una parte importante di loro stessi».