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Senigallia

Troppi giorni di inattività consiliare, l’opposizione di Ostra Vetere insorge

I due consiglieri Codias e Bello attaccano il sindaco Pancotti che è anche presidente del consiglio: «La mancata convocazione è inopportuna e scorretta»

Ostra Vetere
Ostra Vetere

OSTRA VETERE – Un attacco al primo cittadino arriva dai consiglieri comunali Giuseppina Codias e Massimo Bello per i mesi di inattività consiliare, troppi per l’opposizione che chiede di poter svolgere il proprio ruolo di rappresentante dei cittadini.

«L’emergenza sanitaria non è stata l’unica ragione – ipotizzano i due esponenti del centrodestra sulla mancata convocazione dell’assise cittadina – perché il consiglio non sia convocato da sei mesi. Eppure la legge, nonostante il covid-19, ha dato l’opportunità ai comuni di convocarlo lo stesso utilizzando piattaforme on line sin dal 17 marzo, ma il sindaco se n’è ben guardato dal farlo».

Da qui l’interpellanza sulle ragioni della mancata convocazione del consiglio comunale di Ostra Vetere, nonostante la tecnologia abbia messo a disposizione piattaforme per fare le sedute da remoto, senza rischi per la salute dei dodici rappresentanti politici o per i quattro della conferenza dei capigruppo.

I consiglieri di Ostra Vetere Andrea Santini, Giuseppina Codias e Massimo Bello
I consiglieri di Ostra Vetere Andrea Santini, Giuseppina Codias e Massimo Bello

«Una condotta istituzionale davvero esecrabile, inopportuna e scorretta, finalizzata probabilmente ad evitare quel libero confronto in un luogo deputato ad accoglierlo, proprio per il ruolo di indirizzo e di controllo, che da sempre ricopre» stigmatizzano dalla lista Autonomia per Ostra Vetere.

Nemmeno l’importanza dei possibili temi da trattare è stata una leva sufficiente per far ripartire i lavori consiliari, spiegano Codias e Bello che si son detti fin da subito «disponibili ad affrontare la situazione con alcune proposte: non ultima quella di valutare eventuali provvedimenti comunali di esenzione e/o riduzione e/o posticipo dei tributi locali (non escluse le tariffe per i servizi a domanda individuale) a favore del tessuto sociale, produttivo ed imprenditoriale, penalizzati dall’emergenza in atto, che purtroppo non è soltanto sanitaria, ma anche economica».