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Senigallia

Tributi comunali, la maxi manovra aiuterà le imprese?

Da Senigallia le consigliere M5S chiedono interventi a favore delle imprese, soprattuto eliminando la quota di tasse, come la tari, almeno per il periodo di chisura delle attività

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I bidoni per la raccolta differenziata a Senigallia

SENIGALLIA – Turismo, tasse, ripartenza delle imprese, contributi economici: sono stati questi gli argomenti che il Movimento 5 Stelle di Senigallia ha sollevato durante la conferenza dei capigruppo del 9 e del 16 aprile scorsi, rivolgendosi al sindaco Maurizio Mangialardi. Temi che denotano come sia tutto l’asset imprenditoriale e produttivo della città a essere soffocato da oltre due mesi di stop, con conseguenze che potrebbero definirsi disastrose.

«Abbiamo chiesto – spiegano le due consigliere Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli – quali fossero le prospettive del sindaco e della giunta comunale per agevolare la ripresa delle attività produttive ed in particolare di quelle legate al turismo. Abbiamo chiesto se fossero previsti sgravi fiscali in merito alla tari (tassa sui rifiuti), in considerazione della diminuzione dei conferimenti dei rifiuti a causa delle attività chiuse, e in merito al cosap (canone occupazione permanente spazi e aree pubbliche), per agevolare la ripresa delle imprese turistiche e della ristorazione, che nella “fase 2” si troveranno a dover utilizzare maggiori spazi pubblici per l’attuazione delle misure di distanziamento sociale».

A Senigallia, la giunta municipale aveva già approvato lo slittamento dei tributi comunali, proprio per alleggerire il carico fiscale delle imprese almeno in questo periodo così difficile, nell’attesa che dal governo arrivassero ulteriori indicazioni per poter pensare ad altri provvedimenti come la cancellazione definitiva della quota per i mesi di chiusura. Senza contributi dal governo, questa cancellazione non potrebbe essere fatta per una questione di pareggio di cassa.

È di ieri, 29 aprile, la notizia che il ministro dell’Economia Gualtieri ha confermato il fondo da 3,5 miliardi in arrivo nella maximanovra, un «sostanzioso intervento del governo in soccorso delle casse degli enti locali sarà possibile l’azzeramento del canone di occupazione del suolo pubblico per favorire tutte quelle imprese che, per ripartire, dovranno garantire il distanziamento sociale a tutela di clienti e lavoratori e per questo avranno bisogno di maggiori spazi».

La stessa manovra sarà possibile anche per la tari? Dato che le imprese sono state chiuse oggettivamente non hanno prodotto rifiuti. Ma c’è un problema come conferma il sindaco stesso. Il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti è per legge interamente finanziato dalla tassa sui rifiuti. Se le attività commerciali e produttive che son rimaste chiuse non dovessero pagare la famosa tari, la quota mancante graverebbe tutta sulla restante parte di attività che son rimaste aperte e sui cittadini residenti. Il che andrebbe ad appesantire altre situazioni per alleggerirne alcune. E questo a meno che non intervenga il governo con un decreto ad hoc o un capitolo specifico nella manovra finanziaria.