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Senigallia

Senigallia, con i t-red ai semafori fioccano le multe

Oltre 1.200 sanzioni in due incroci teatro di numerosi incidenti stradali. Appello della polizia locale: «La sicurezza stradale e la diminuzione degli incidenti dipendono da noi»

L'incrocio tra viale IV Novembre e via Mercantini, a Senigallia
L'incrocio tra viale IV Novembre e via Mercantini, a Senigallia

SENIGALLIA – La sicurezza e il rispetto delle norme prima di tutto. In secondo luogo, tempi congrui come stabilito da Corte di Cassazione e Ministero dei Trasporti. Sono questi i temi su cui insiste la polizia locale che interviene nel dibattito circa l’adeguatezza dei nuovi sistemi T-red per la rilevazione dei passaggi col rosso in due incroci di Senigallia. E rinnova l’appello al rispetto del codice della strada.

I due sistemi di rilevazione automatica delle infrazioni sono stati installati, previa informazione ai cittadini, sui due incroci di viale IV Novembre-via Mercantini (il 18 aprile) e di via Sanzio-via Cilea-via Zanella (il 20 giugno) e hanno mietuto già oltre 1.200 vittime, dando luogo a varie polemiche in città. «Sono stati installati per aumentare la sicurezza stradale» spiega la polizia locale di Senigallia. «La loro è una funzione, principalmente, di deterrenza nell’attraversare con il rosso incroci, che nel corso degli anni sono stati teatri di numerosi incidenti stradali». Prima dell’acquisto e dell’installazione è stata fatta una valutazione dei flussi di traffico, della conformazione delle strade, del pericolo per i veicoli provenienti dalle altre direzioni e per i pedoni che si accingono ad attraversare. «Sono stati fatti, inoltre, numerosi controlli da parte delle pattuglie della Polizia Locale, che, tuttavia, non possono essere costantemente presenti». La valutazione ha tenuto conto anche dell’incidentalità delle due intersezioni, sapendo che sono dati parziali perché molti decidono per la constatazione amichevole. 

Sempre la Polizia locale però precisa alcune informazioni circa il loro funzionamento, che è divenuto sui social un argomento molto dibattuto: «Questi strumenti si attivano solo ed esclusivamente quando si accende la luce rossa della lanterna e non, come erroneamente detto da alcuni, quando si accende la luce gialla. In questi semafori la fase del giallo dura 4 secondi, che è un tempo congruo, così come indicato dalla Corte di Cassazione e dal Ministero dei Trasporti». Secondo il Codice della Strada il giallo consente di proseguire la marcia solo ed esclusivamente se non ci si può arrestare in condizioni di sicurezza. «Occorre – proseguono dal comando senigalliese – arrivare all’incrocio con una velocità moderata in modo che ci si possa fermare senza pericolo e non accelerare quando si vede che scatta il giallo. Nel caso di luce gialla, quando si è già impegnato l’incrocio si deve sgombrare l’area di intersezione il prima possibile». Oltre al controllo tecnologico, c’è poi quello umano: lo strumento scatta varie fotografie, compresa quella dove si vede il veicolo che attraversa l’incrocio e registra anche un filmato: le immagini sono visionate ed eventualmente validate dal personale della Polizia Locale che, successivamente, procede a inviare i verbali. 

Il dibattito cittadino verteva anche sul nodo economico: secondo molti è stato installato dal Comune solo per fare cassa. Impressionanti i numeri: in appena due mesi di attivazione, il T-red di viale IV Novembre ha fotografato oltre mille veicoli, mentre l’altro in via Sanzio ne ha fotografati 20 in un solo giorno. Dall’opposizione arriva chiara l’accusa alla giunta Olivetti di «volere spremere i senigalliesi con ulteriori balzelli nascosti». La Polizia locale segnala però che almeno la metà degli introiti derivanti dalle sanzioni deve essere destinata a interventi di sostituzione e di manutenzione della segnaletica delle strade, al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, alla manutenzione delle strade, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli, quali bambini, anziani, diversamente abili, pedoni e ciclisti, allo svolgimento, da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, di corsi didattici finalizzati all’educazione stradale, a interventi a favore della mobilità ciclistica e alla sicurezza  urbana.

Da qui l’appello: «La sicurezza stradale e la diminuzione degli incidenti e delle conseguenze anche gravi che questi comportano dipendono da noi, dalla nostra volontà di rispettare le norme di comportamento indicate nel codice della strada, dal rispetto della legalità e dal rispetto degli altri».