Tragedia di Corinaldo, Gemma: «La mia vita è cambiata molto, mamma mi manca sempre»

A otto mesi dalla tragedia avvenuta all'interno della Lanterna Azzurra, la figlia di Eleonora Girolimini, la 39enne morta facendole scudo, ci ha parlato del suo dolore. Il 2 agosto la svolta nelle indagini con l'arresto della banda modenese specializzata in furti nelle discoteche. Abbiamo chiesto un parere alla psicologa Marianna Agostinelli. Ecco cosa ci ha detto

ANCONA – «Ci sono passati davanti tre ragazzi che ci hanno tossito in faccia, io non avevo capito, pensavo fosse per l’alcol, ma poi io e mia madre siamo cadute dalla gradinata, le persone ci sono cadute sopra e ci hanno steso. Mamma mi ha spinto e mi ha detto vai».

È il racconto della terribile notte vissuta alla Lanterna Azzurra da Gemma Curi, la figlia 12enne di Eleonora Girolomini, la mamma 39enne che ha perso la vita facendo da scudo con il suo corpo alla figlia. Una tragedia, quella dell’8 dicembre 2018, nella quale morirono 6 persone, 5 adolescenti e Eleonora che aveva accompagnato, insieme al marito Paolo Curi, la figlia per assistere al concerto del trapper Sfera Ebbasta.

All’improvviso all’interno del locale un gruppo di ragazzi tra i 19 e i 22 anni ha spruzzato spray al peperoncino per approfittare del marasma scatenato dalla sostanza urticante per rubare gioielli e orologi, ma in pochi istanti si è generato il panico: le persone hanno cercato di scappare, il locale era sovraffollato e le uscite di sicurezza non erano a norma. In pochi istanti si è consumata la tragedia. Le oltre 1500 persone presenti nel locale si sono affollate alle porte per uscire dalla discoteca: 6 persone sono morte schiacciate dalla folla e 197 sono rimaste ferite in quegli attimi di panico.

Da allora Paolo Curi ha perso la moglie e si trova a crescere da solo i 4 figli, Gemma, Dora, Alma e Alessandro. «In questi otto mesi la nostra vita è cambiata molto, siamo rimasti segnati dalla tragedia, le difficoltà sono tante, ma andiamo avanti – spiega Paolo Curi -. Lo faccio soprattutto per loro, per i miei figli, mi danno tanta energia e non mi fanno buttare giù. Però sono cambiate tante cose, prima avevo un’azienda che ho dovuto chiudere, abitavamo in campagna e abbiamo dovuto cambiare casa».

I 4 bambini continuano ad essere seguiti dagli psicologi, ma sono più sereni, anche se, come spiega il papà, «fino a due mesi fa una delle gemelle si svegliava quasi tutte le notte e diceva: “rivoglio mamma, rivoglio mamma”».

Paolo Curi il marito di Eleonora Girolimini, la mamma 39enne morta nella tragedia di Corinaldo

Intanto il 2 agosto la svolta nelle indagini che ha portato all’arresto di 7 persone considerate appartenenti a una banda del modenese specializzata in furti con strappo e rapine nelle discoteche. Hanno tra i 19 e i 22 anni Andrea Cavallari, Ugo Di Puorto, Raffaele Mormone, Moez Akari, Badr Amouiyah (detenuti nel carcere di Modena), Souhaib Haddada. Con loro un 65enne, Andrea Balugani (detenuto nel carcere di Ravenna con Haddada).

Per loro l’accusa è quella di omicidio preterintenzionale”“lesioni personali” e singoli episodi di “rapine e furti con strappo”, mentre per Balugani è ricettazione: secondo gli inquirenti, infatti, il 65enne si occupava di monetizzare la refurtiva, gioielli e orologi, immettendoli sul mercato dei compro-oro.

Proseguono le indagini anche sul fronte delle responsabilità relative ai permessi e alle carenze strutturali rilevate nel locale, accatastato come deposito di attrezzi agricoli,  la cui capienza effettiva secondo destinazione d’uso era di 255 persone, mentre la sera del concerto di Sfera Ebbasta ce n’erano circa 1500.

A finire sotto indagine anche altre 18 persone, fra le quali 10 emerse subito dopo i fatti, ovvero i proprietari dell’immobile, quelli della società che gestiva la Lanterna Azzurra, un addetto alla sicurezzaun dj e il 17enne inizialmente accusato di aver spruzzato lo spray, oltre agli altri 8, tra i quali il primo cittadino di Corinaldo e i membri della commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei comuni associati di Corinaldo e Castellone di Suasa in seno all’Unione Misa-Nevola (in relazione alle certificazioni).

Da sinistra Bavai, Gubinelli, Garulli, Carrozza, Di Pirro e un militare che ha partecipato alle indagini

All’indomani della tragedia si è costituito un comitato di genitori, il Cogeu, Comitato Genitori Uniti, con l’obiettivo di tutelare il diritto al divertimento in sicurezza per i ragazzi. Ne è nato il Codice Etico, un insieme di regole riguardo l’uso e l’abuso di alcool e droga all’interno delle discoteche, norme per la sicurezza dei locali, sviluppato in collaborazione con il Garante dell’infanzia e dell’Adolescenza Andrea Nobili.

In previsione dell’avvio del nuovo anno scolastico, il Comitato sta lavorando a dei seminari rivolti a educatori, genitori e ragazzi in collaborazione con i consultori di Fano e Jesi, al Comune di Senigallia, mentre per l’8 dicembre, quando ricorrerà l’anniversario della tragedia, sta organizzando una giornata che comprenderà «un momento religioso, uno più istituzionale e un momento dedicato ai ragazzi che speriamo di concludere con un concerto», spiega la presidente del Cogeu, Luigina Bucci. «L’obiettivo è quello di partire da questa tragedia cercando di superarla in maniera positiva, tutelare il diritto al divertimento dei ragazzi e vincere la paura con una serie di attività che li coinvolga e permetta loro di stare insieme serenamente».

Un diritto sacrosanto, quello dei ragazzi di divertirsi, ma i genitori come possono riuscire a conciliare le richieste sempre più precoci da parte dei figli di libertà con la responsabilità di essere per loro delle guide? «Oggi è molto difficile conciliare questa cosa – spiega la psicologa Marianna Agostinelli -, perché i genitori hanno una grandissima responsabilità in questa fase, che è quella di essere un contenitore delle emozioni dei propri figli e, dato che è una fase che dura giusto qualche anno, è importante dare maggiore attenzione, non dare tutto per scontato, non aprire solo il portafoglio, non seguire tutti i capricci dei propri figli, ma prendersi del tempo per ascoltarli, per stare dietro ai figli, per spiegare che la frustrazione può essere assecondata anche in altre maniere. Forse non diventerete contenitori di futuri baby criminali, ma avrete iniziato a seminare per ottenere un lavoro adeguato e adulti equilibrati e competenti nella società».

Intanto i fenomeni emulatori si moltiplicano. Il 12 agosto spray urticante è stato spruzzato tra il pubblico che assisteva al concerto del noto rapper Salmo, al Lignano Beach Arena, a Lignano Sabbiadoro (Udine) nel friulano. Sette i ragazzi finiti in pronto soccorso per irritazione agli occhi e bruciore alla gola e alla pelle in seguito all’inalazione della sostanza. Un ragazzo ha denunciato di essere stato derubato di una collana dopo che lo spray era stato spruzzato. Il rapper, accortosi di quanto stava accadendo, ha subito interrotto il concerto e invitato il pubblico alla calma. La serata è ripresa solo quando la situazione era tornata alla normalità. Un uomo ha rischiato il linciaggio perché scambiato con il colpevole dello spruzzo, che invece sarebbe una persona di sesso maschile di età intorno ai 35-40 anni secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti.