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Scuola chiusa a Montemarciano, continua la polemica: sindaco e vicesindaco nel ciclone

Alunni in dad dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco richiesto dai genitori, mentre il Comune si sta adoperando per il trasferimento delle classi in altre sedi. Tittarelli interviene sulla vicenda e spiega: «Da subito affrontata dall'Ente con la massima attenzione»

La protesta di alcuni genitori a Montemarciano davanti la scuola di via Marotti per le crepe dovute al terremoto del 9 novembre 2022
La protesta di alcuni genitori a Montemarciano davanti la scuola di via Marotti per le crepe dovute al terremoto del 9 novembre 2022

MONTEMARCIANO – La vicenda scuole Marotti ha fatto scalpore in città. Le grosse crepe createsi a seguito della scossa di terremoto del 9 novembre scorso hanno lasciato strascichi non solo sull’edificio, oggi chiuso dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco nonostante le rassicurazioni comunali, ma anche sulla fiducia di una parte dei cittadini in questa classe politica. Tra i più scettici ci sono i gruppi consiliari di opposizione che stanno valutando mozioni di sfiducia ad alcuni membri della giunta municipale.

In particolare, nell’occhio del ciclone sono finiti il sindaco Damiano Bartozzi e l’assessore ai lavori pubblici Andrea Tittarelli. Secondo i genitori che hanno protestato, avrebbero sottovalutato la gravità della situazione in un primo momento e poi reso dichiarazioni in contrasto con quanto suggerito dai vigili del fuoco, come si è letto poi nell’ordinanza di chiusura del plesso di via Marotti.

«La scuola Marotti, dopo il sisma, presenta serie criticità e ci sono 200 alunni a rischio ogni giorno. È inammissibile ascoltare il sindaco affermare che la sua casa è meno sicura di questa struttura» ha spiegato inizialmente Edda Piergentili, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle. Che poi ha aggiunto: «Avevamo ragione noi, i ragazzi sono scampati a un pericolo. Non ho parole per quanto accaduto». Infine ha indicato come responsabile di questa vicenda l’assessore Tittarelli.

Chiamato in causa, l’esponente di “Montemarciano Democrazia e Solidarietà” – che è anche vicesindaco – ha voluto replicare affermando che «il terremoto è stato subito affrontato dall’Ente con la massima attenzione» e spiegando come sono andate le cose. Durante le riunioni del Centro Operativo Comunale si è discusso del plesso scolastico di via Marotti, nel quale «sono state rilevate crepe che necessitavano di ulteriori valutazioni». In base a sopralluoghi e verifiche, «i tecnici comunali concordavano che tali crepe fossero le uniche criticità legate all’evento sismico riscontrate sullo stabile e che non avrebbero pregiudicato l’agibilità e la sicurezza dell’immobile». 

Una delle crepe alla scuola di via Marotti a Montemarciano, dopo il terremoto del 9 novembre 2022
Una delle crepe alla scuola di via Marotti a Montemarciano, dopo il terremoto del 9 novembre 2022

A ciò ha fatto seguito l’incarico a una ditta esterna che verificare la stabilità dell’intonaco, anche allargando le crepe: per eseguire queste operazioni sono state sospese le lezioni: gli alunni della scuola secondaria di I grado “C. Falcinelli” sarebbero dovuti rientrare in classe lunedì 14 novembre mentre quelli della scuola primaria “De Amicis” due giorni dopo per permettere gli  ultimi lavori e le pulizie, a seguito dell’autorizzazione dell’ingegnere come riportato al Coc. A questo punto sono entrati in scena i genitori preoccupati che hanno manifestato davanti la scuola, hanno chiesto il trasferimento dei propri figli in altre sedi e l’attivazione della didattica a distanza, come poi disposto dalla dirigente scolastica. 

Nel mentre l’amministrazione comunale, in un incontro coi genitori ha iniziato la valutazione del trasferimento delle attività didattiche. Il sopralluogo dei Vigili del fuoco, richiesto dal M5S su pressione dei genitori, ha rimescolato le carte: «Si ipotizzava – spiega Tittarelli – che le crepe potessero essere causate anche da mutamenti del livello di falda. Per questo chiedevano di sospendere a titolo precauzionale la fruizione dell’edificio fino alla esecuzione di approfondimenti da parte di professionisti abilitati. Il Sindaco, preso atto del verbale dei Vigili del fuoco emetteva ordinanza di chiusura della scuola» (n. 106 del 15 novembre, Ndr). Va rimarcato – conclude il vice sindaco – che questa struttura nel tempo è stata sotto controllo dal personale dell’ufficio tecnico avvalendosi anche della competenza di ingegneri esterni, che hanno fatto progetti e poi eseguito lavori di consolidamento nel 2009 e adeguamento statico nel 2019».

Nel frattempo gli alunni sono in dad, mentre l’amministrazione sta spostando le sedi della secondaria Falcinelli nel plesso di Marina e quella della primaria De Amicis all’infanzia di Montemarciano. Critici dell’operato dell’Ente anche i consiglieri dell’altro gruppo di opposizione Progetto Montemarciano che hanno parlato di «pagina più buia per la politica montemarcianese».