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Terremoto, genitori di Montemarciano protestano davanti la scuola. Comune rassicura

Dopo il sisma del 9 novembre, alcune vistose crepe hanno spaventato i genitori che hanno preferito lasciare i figli a casa mentre oggi ripartivano le lezioni. L'amministrazione comunale: «Intaccato solo l'intonaco»

La protesta di alcuni genitori a Montemarciano davanti la scuola di via Marotti per le crepe dovute al terremoto
La protesta di alcuni genitori a Montemarciano davanti la scuola di via Marotti per le crepe dovute al terremoto

MONTEMARCIANO – Sarebbero dovuti rientrare oggi, 14 novembre, alcuni degli alunni del plesso scolastico di via Marotti, dopo le verifiche di sicurezza per le scosse di terremoto. Ma tra paure e proteste per quelle crepe che si vedevano anche dalla strada, le classi sono rimaste vuote, nonostante le rassicurazioni dall’amministrazione comunale. Situazione difficile a Montemarciano dove si sta discutendo del presente e del futuro di un edificio storico – risalente ai primi del ‘900 – e della sicurezza di circa 200 ragazzi tra elementari e medie. 

Nel plesso di via Marotti n. 26 entrano normalmente gli studenti della scuola secondaria di I grado “C. Falcinelli” (che sarebbero dovuti rientrare oggi) e quelli della scuola primaria “De Amicis”, che dovrebbero rientrarvi mercoledì 16 novembre. Ma i genitori hanno già annunciato che non li manderanno in aula. Chiedono sicurezza, relazioni e certificazioni su quelle vistose crepe che il Comune si è affrettato a sistemare.

A seguito della prima forte scossa di terremoto del 9 novembre e delle altre che si sono succedute – oltre 200 di magnitudo superiore a 2.0 gradi Richter in appena 5 giorni – nell’edificio scolastico di via Marotti si sono originate delle crepe di varie dimensioni che avevano spinto l’amministrazione comunale a far eseguire dei sopralluoghi e delle valutazioni sulla sicurezza di alunni e personale scolastico. Verifiche che hanno impiegato qualche giorno in più rispetto alle altre scuole e che hanno dato luogo poi a dei lavori di ripristino e di pulizia dei locali che hanno portato alla sospensione delle lezioni fino a sabato. Per oggi c’era il via libera dell’amministrazione comunale ma è andata in scena una protesta simbolica di alcuni genitori che col caschetto per i lavori edilizi si sono fermati sulle scale della scuola.

Una delle crepe alla scuola di via Marotti a Montemarciano, dopo il terremoto del 9 novembre 2022
Una delle crepe alla scuola di via Marotti a Montemarciano, dopo il terremoto del 9 novembre 2022

«La scuola Marotti, dopo il sisma, presenta serie criticità e ci sono 200 alunni a rischio ogni giorno. È inammissibile ascoltare il sindaco affermare che la sua casa è meno sicura di questa struttura» spiega Edda Piergentili, consigliera e referente locale del Movimento 5 Stelle. Nemmeno il sopralluogo effettuato con i genitori e alcuni rappresentanti d’istituto ha permesso di tranquillizzare gli animi. «Uno dei genitori è architetto e ha espresso perplessità nel constatare la presenza di diverse crepe di qualche centimetro sugli architravi delle porte delle classi, crepe che si estendono ai soffitti. Con noi era presente anche il sindaco. Ne siamo usciti tutti convinti, escluso il sindaco, della necessità di chiudere la scuola fino a che non vi sia un sopralluogo dei VVF con relazione scritta dei tecnici ingegneri».

«L’edificio scolastico di Montemarciano, in via Marotti, che ospita sia la secondaria di primo grado che la primaria, non ha subito modifiche o danni strutturali – ha affermato il sindaco Damiano Bartozzi – si sono aperte delle crepe sull’intonaco, di 4 – 5 centimetri, e sono state disposte delle verifiche per escludere altri problemi. Una ditta esterna è intervenuta, ha aperto le crepe vedendo che non è stato intaccato il muro per cui sono state ripristinate. Le condizioni di oggi sono le stesse dell’inizio delle scuola, non è cambiato nulla. Non abbiamo dovuto fare interventi strutturali altrimenti avremmo disposto la chiusura».