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Senigallia

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Terre della Marca Senone, Montenovo Nostro chiede al sindaco di Ostra Vetere di fermare tutto

L'associazione politico-culturale si appella al Primo Cittadino affinché non aderisca all'Unione fra i Comuni con Senigallia capofila

Il sindaco Luca Memè

OSTRA VETERE – «Apprendiamo con sgomento che il sindaco non ci è stato a sentire e ha convocato addirittura per il 22 dicembre 2017 il Consiglio Comunale per deliberare la costituzione della Unione dei Comuni con un ridicolo nome ma dagli effetti devastanti per le nostre istituzioni locali». È l’incipit della presa di posizione di Montenovo Nostro, associazione politico-culturale d’opposizione di Ostra Vetere, in merito alla imminente costituzione dell’Unione fra Comuni della valle del Misa denominata “Terre della Marca Senone”.

«Ci sorprende e ci addolora molto questa decisione – scrive Montenovo Nostro rivolgendosi al sindaco Luca Memè -, per tutti i motivi che abbiamo illustrato in queste settimane e che porteranno a una intollerabile lesione dei diritti di autonomia del nostro Comune, libero e autonomo per 900 anni. Siamo contrari a questo progetto: perché è stato troppo frettolosamente approntato e imposto senza valutare appieno costi e benefici, e soprattutto i danni che esso produrrà, purtroppo irreversibilmente. Lei è arrivato, finalmente è il caso di dire, a fine mandato: ancora pochi, pochissimi mesi e cesserà le sue funzioni di “primo cittadino” e forse “ultimo sindaco”, in troppi sensi. Lo farà lasciandoci una eredità intollerabile, che distruggerà 900 anni di storia paesana e comunale, che ridurrà Montenovo a misera e periferica frazione di “Senigallia Magna” (o Senigallia la Grande), pensata per dare soddisfazione alle bramosie di potere di un singolo personaggio che ci è del tutto estraneo, ma che può evidente contare sul ruolo subalterno che anche lei ha scelto di recitare supinamente, frettolosamente, irriflessivamente, avventurosamente, pavidamente succube di un partito che è tutto meno che democratico se annichila la democrazia imponendo frettolose decisioni alla generalità dei cittadini e paesani all’oscuro di tutto, tantomeno consenzienti».

Quindi l’appello: «Si fermi, finché è in tempo – la richiesta – sospenda la decisione e convochi un referendum fra tutta la popolazione prima di deliberare in danno dell’Autonomia Municipale. O provocherà una inevitabile rivolta contro di Lei e contro quegli assessori e consiglieri che voteranno la deliberazione. Ci rifletta: non può e non deve impegnare il futuro del paese, proprio ora che è arrivato alla fine del mandato. Non può e non deve lasciare questa pesantissima eredità ai successori che non potranno fare altro che rimproverarle di essere un collaborazionista del frazionismo senigalliese».