Teatro: Senigallia, la stagione inizia da palazzetto Baviera con “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”

Una narrazione intima su una storia di incontro ed emancipazione raccontata assieme al rito del tè: questi gli ingredienti dello spettacolo "Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano"

Saverio Marconi
Saverio Marconi

SENIGALLIA – Debutterà il 18 ottobre la nuova stagione teatrale di Senigallia. E lo fa nel quattrocentesco palazzetto Baviera in piazza del Duca, con uno spettacolo che vede protagonisti Gabriela Eleonori e Saverio Marconi (in FOTO), nuovamente insieme e nuovamente impegnati su un testo di Èric Emmanuel Schmitt, “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, divenuto libro nel 2001 e film nel 2003.

Questi gli elementi di novità della stagione teatrale 2017/18 giunta ormai all’avvio. Eleonori e Marconi, dopo il grande successo di Variazioni Enigmatiche, tornano sul palco e questa volta lo fanno con una narrazione intima, che parla direttamente in faccia agli spettatori mentre si compie il simbolico rito tradizionale del tè turco, tra movimenti lenti, sapori antichi, ambientazioni familiari. La storia raccontata è quella di un’infanzia da superare, da cui emanciparsi, di un percorso di scoperta, conoscenza di sé e di culture differenti attraverso l’incontro di un tredicenne ebreo e di un vecchio musulmano, Monsieur Ibrahim, per l’appunto.

Lo spettacolo “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, noto in Italia anche e soprattutto per il premio del pubblico a Omar Sharif come miglior attore alla Mostra del Cinema di Venezia, sarà rappresentato fino al 12 novembre, ogni volta per un ridotto numero di spettatori data la limitata capienza del prestigioso e affascinante palazzetto Baviera, da poco restituito alla città dopo anni di chiusura e dopo la fine del restauro. Proprio per la sua capacità di coniugare l’esperienza teatrale con la riscoperta dei gioielli rinascimentali della città, lo spettacolo ha ricevuto il patrocinio del Comune.

Dopo Senigallia, sarà rappresentato a Tolentino, il 13 e 14 gennaio 2018, tra gli appuntamenti della stagione del Teatro Vaccaj. Anche in questo caso per la rappresentazione è stato scelto il Politeama. Il progetto, infatti, per la sua atmosfera intima, predilige piccoli teatri o luoghi non deputati all’esperienza teatrale tradizionale, in cui sia più naturale instaurare un contatto diretto e unico con il pubblico.

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