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Senigallia

«Lo stop alle attività sportive avrà conseguenze anche sociali sui giovani»

Tre allenatori di Ostra scrivono alla neo sottosegretaria Valentina Vezzali: «Praticare sport non è meno importante della scuola e rischiamo buchi generazionali»

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Sport giovanile. Immagine di bottomlayercz0 tratta da Pixabay

OSTRA – La crisi pandemica che ha portato a fermare lo sport di base avrà pesanti conseguenze, sia a livello sociale che sportivo. Ne sono convinti tre allenatori Figc dell’Ostra Calcio, Stefano Curzi, Simone Cesaretti e Daniele Api, i quali hanno deciso di scrivere una lettera alla neo sottosegretaria allo sport, la jesina Valentina Vezzali. Il lungo stop alle attività sportive dilettantistiche e giovanili rischia di creare non solo problemi per quanto riguarda la crescita armonica di ragazzi e adolescenti ma anche di lasciare dei buchi generazionali per quanto riguarda gli sportivi di domani. 

«Praticare sport è uno dei capisaldi della comunità educante, non meno importante della scuola», sostengono i tre. Lo stop imposto dai decreti governativi assume anche il carattere di una beffa, oltre al danno, poiché le attività professionistiche vanno avanti: «in una situazione drammatica che si protrae da un anno – scrivono i tre allenatori alla Vezzali – è profondamente ingiusto consentire agli agonisti di poter praticare qualsiasi attività e impedire a tutti gli altri, tra cui bambini e ragazzi non agonisti, di effettuare allenamenti». Insomma o tutti o nessuno. 

Tre allenatori dell'Ostra Calcio scrivono alla sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali. Da sinistra: Daniele Api, Stefano Curzi e Simone Cesaretti
Tre allenatori dell’Ostra Calcio scrivono alla sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali. Da sinistra: Daniele Api, Stefano Curzi e Simone Cesaretti

«Abbiamo pensato di scrivere alla sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali, donna di sport e conoscitrice dell’incommensurabile valore dell’attività sportiva nella vita di ognuno, per dare una scossa, per sensibilizzare le Istituzioni di fronte a questa problematica ingigantitasi nel tempo e che coinvolge soprattutto il mondo adolescenziale e infantile: non può esserci una crescita serena e armoniosa senza attività sportiva. Il nostro è un grido di allarme, ma anche di aiuto, una sorta di esortazione a cambiare passo e avere il coraggio di ritornare a quella normalità che tanto manca alle nostre generazioni future». 

Ma il problema relativo alle attività sportive bloccate non è solo etico o educativo: anche sul piano sportivo ci saranno serie conseguenze, dato che «stiamo perdendo giorni, mesi, anni importanti per il futuro; i bambini e i ragazzi di oggi sono gli adulti di domani, i bambini e i ragazzi di oggi sono gli sportivi di domani e rischiamo di ritrovarci dei buchi generazionali importanti».