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Senigallia

Non si ferma l’ambulatorio solidale Paolo Simone-Maundodè di Senigallia

Prosegue l'attività sanitaria, sostenuta da medici e infermieri volontari e dalla Caritas: due anni a fianco di chi non può permettersi le cure mediche

I responsabili dell'ambulatorio solidale Paolo Simone-Maundodè di Senigallia Emanuela Sbriscia Fioretti (a sinistra) e Walter Mariotti (a destra); al centro il presidente del Rotary club Massimo Spadoni Santinelli
I responsabili dell'ambulatorio solidale Paolo Simone-Maundodè di Senigallia Emanuela Sbriscia Fioretti (a sinistra) e Walter Mariotti (a destra); al centro il presidente del Rotary club Massimo Spadoni Santinelli

SENIGALLIA- Salute e solidarietà. Questi i due protagonisti dell’incontro organizzato dal Rotary Club con i responsabili dell’ambulatorio solidale Paolo Simone-Maundodè di Senigallia, la struttura che da due anni si occupa di fornire prestazioni sanitarie e mediche gratuite a persone deboli e famiglie in difficoltà economiche.

L’ambulatorio, nato da un’iniziativa spontanea di medici e infermieri grazie al sostegno della fondazione Caritas, è intitolata al dott. Paolo Simone, medico pediatra senigalliese impegnato nel sociale e nel volontariato, deceduto nell’agosto del 2017 per un incidente con il parapendio. Da allora sua moglie la dott.ssa Emanuela Sbriscia Fioretti ha promosso e portato avanti il progetto che fornisce un concreto aiuto a circa 500 persone l’anno.

Nel 2018, primo anno di attività dell’ambulatorio solidale di Senigallia sono stati seguiti 507 utenti, in maggioranza uomini (59%) e adulti (il 65% del totale ha un’età tra i 40 e i 70 anni); più del 55% del totale è straniero, proveniente da paesi nel nord e centro Africa (Marocco 24,2%, Tunisia 14,1%, Nigeria 10,1%, Egitto 8,1%) dall’est Europa (Romania 20,2%, Ucraina 8,1%, Albania 4%) o da paesi asiatici e mediorientali come l’Afghanistan 8,1% e il Pakistan 2%.

Non solo stranieri. All’ambulatorio solidale Paolo Simone-Maundodè di Senigallia si rivolgono anche tantissimi italiani, il 40% degli utenti, per affrontare consulti e percorsi medici a cui altrimenti dovrebbero rinunciare. Visite di tipo generalistico (63%) ma anche specialistico: tra le più richieste ci sono consulti neuropsichiatrici, ortopedici e cardiologici.

A queste fasce di popolazione più debole si rivolge il servizio dell’ambulatorio solidale, a coloro che non riescono a permettersi cure adeguate per gli alti costi che dovrebbero affrontare, lasciando purtroppo che semplici disturbi diventino serie malattie. Solitamente le lunghe liste di attesa e il dover quindi ricorrere a prestazioni sanitarie private con costi più sostenuti per svolgere una visita in tempi rapidi, sono ostacoli per l’accesso alle cure sanitarie: solo quando la gravità della situazione determina una priorità nell’accesso ai servizi sanitari nazionali allora c’è la possibilità della cura, ma spesso ciò significa agire tardivamente e con scarsi risultati.

Emanuela Sbriscia Fioretti e Walter Mariotti hanno ribadito che i beneficiari dell’ambulatorio, senza alcuna distinzione di genere e provenienza, vengono molto spesso anche solo orientati nei percorsi interni al sistema sanitario nazionale, ad esclusione delle emergenze: un servizio complementare non sostitutivo del ssn, un gesto di solidarietà verso il prossimo a cui il Rotary club di Senigallia, diretto dal presidente Massimo Spadoni Santinelli, ha voluto dare un’ulteriore visibilità a questa incredibile realtà fondata sul volontariato.