Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Da Senigallia #siamotuttidivisso

La spiaggia di velluto si mobilita per i terremotati e parte da Facebook il progetto del giornalista Luca Pagliari

Luca Pagliari e Alessandra

SENIGALLIA – La spiaggia di velluto si mobilita per i terremotati e parte da Facebook il progetto del giornalista Luca Pagliari. Professori, medici, dirigenti, ma anche agenti, giornalisti, fotografi o casalinghe, tutti pronti ad offrire il proprio contributo. Partito l’hashtag #siamotuttidivisso#.

È stato lo stesso giornalista a comunicare il progetto attraverso un post dal suo profilo del social network: «Realizzeremo un documentario su Visso e sarà il nostro documentario – scrive -. Una cittadina che ora non esiste, raccontata attraverso la nostra amica Alessandra, suo papà Alvaro e altri compagni di viaggio che incontreremo strada facendo. Vedremo quello che era e quello che è, sognando quello che sarà. Non un reportage di denuncia ma un film d’amore per un territorio, per le proprie radici, per l’aria che si respira solamente a casa nostra. Non solo un viaggio tra le macerie, ma anche tra le bellezze di questa terra, perché Alvaro ci porterà a visitare scorci di montagna mozzafiato e tratti del Nera dove pesca trote fin da quando era bambino.

Con le telecamere mostreremo tutto ciò. Cercheremo di far comprendere cosa significa perdere il filo della propria esistenza e quanto sia importante trovare una mano amica che ti sorregge quando stai affondando. Organizzeremo assieme una lunga, lunghissima serie di proiezioni in giro per l’Italia raccogliendo fondi, promuovendo il territorio di Visso, i suoi prodotti agroalimentari e la solidarietà tra persone. La gente dovrà venire a Visso, perché affascinata dal nostro lavoro. Ci struttureremo. Ognuno di noi sarà ambasciatore ufficiale di questo documentario ed avrà un ruolo nell’organizzazione degli eventi.

Saranno serate organizzate attraverso comuni o enti disponibili. Tutti uguali e uniti per lo stesso fine. Trasparenza massima. Beneficenza a km zero. Filiera corta delle donazioni. Questa la regola principale. Quello che frutterà la nostra iniziativa sarà direttamente consegnato ai destinatari. Nessun numero verde, nessun giro tortuoso di soldi. I costi del documentario non esistono. Siamo volontari: regista, operatori di ripresa, fotografi e altri. Chi lo vorrà potrà unirsi mettendo a disposizione il proprio sapere. Cercheremo di recuperare un rimborso spese basico, perché nessuno è della zona. Sono le famiglie come quella di Alessandra che vogliamo aiutare e toccheremo con mano i risultati del nostro sforzo. Perché è giusto così. In fondo oggi.. siamo tutti di Visso».

LEGGI ANCHE: “Vita di paese”, c’è il comitato per il docufilm