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Senigallia

Senigallia, bene l’andamento delle prenotazioni alberghiere in vista dell’estate

Dopo un 2017 in forte calo per la paura del terremoto, i turisti tornano a scegliere Senigallia e le Marche come meta delle loro vacanze. Per il momento dunque a Senigallia si respira aria di ottimismo, al pari del 2016

L'estate a Senigallia: una distesa di ombrelloni sulla spiaggia di velluto con vista del Conero
La spiaggia di Senigallia d'estate

SENIGALLIA – C’è ottimismo in città tra gli operatori dell’accoglienza in vista dell’imminente estate. Buono l’andamento delle prenotazioni alberghiere che fa registrare un notevole rialzo rispetto all’anno precedente. A sostenerlo è Alberto Tassi, presidente Assohotel Marche che traccia un quadro a tinte nitide e soprattutto incoraggianti, dopo un 2017 in calo.

«Diciamo che l’andamento per il momento mostra il segno più e questo significa fiducia nella stagione che si sta per aprire – esordisce l’albergatore senigalliese nonché presidente dell’associazione italiana imprenditori d’albergo che fa capo a Confesercenti – Certo, il quadro può cambiare da una settimana all’altra, ma finora i segnali sono più che positivi».

«C’è da aggiungere che veniamo da un 2017 in forte calo – continua Tassi – dove le presenze sono diminuite considerevolmente a causa del terremoto che ancora continua a spaventare molti turisti anche se siamo a centinaia di chilometri di distanza. Si pensi alla scossa di aprile che ha fatto fermare le prenotazioni alberghiere per tre o quattro giorni e poi sono ripartite come se nulla fosse».

Per il momento dunque a Senigallia si respira aria di ottimismo, al pari del 2016, prima che il sisma che ha devastato il centro Italia sconvolgesse anche i piani di turisti e le prenotazioni alberghiere presso gli operatori della ricezione.

«Un primo assaggio c’era stato a fine aprile – conclude Tassi – quando quelle due settimane di sole e temperature insolitamente alte hanno premiato gli albergatori più coraggiosi facendo registrare loro un inaspettato tutto esaurito». Segno che, forse, le politiche di promozione della regione Marche stanno fruttando o che quel mostro chiamato terremoto comincia a fare meno paura.