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Senigallia

Da Senigallia vicinanza e solidarietà al sindaco di Riace Domenico Lucano

Il presidente dell'Associazione Partigiani d'Italia Giacomini: «legislazione inadeguata a costruire percorsi di integrazione ma la Costituzione prevede il diritto d’asilo per gli stranieri privi delle libertà democratiche»

Una barca di migranti
Una barca di migranti

SENIGALLIA – Dalla spiaggia di velluto arrivano varie dimostrazioni di vicinanza e solidarietà al sindaco di Riace, Domenico “Mimmo” Lucano, arrestato il 2 ottobre nell’ambito di un’inchiesta della procura di Locri per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e ora agli arresti domiciliari.

L’ANPI, Associazione dei Partigiani d’Italia, afferma che le «motivazioni pretestuose (dell’arresto, Ndr) rispondono più alle esigenze politiche del ministro Salvini che a concrete ragioni di legge, essendo escluso qualsiasi tornaconto personale».

«È possibile che il sindaco Lucano abbia adottato delle scorciatoie – spiega il presidente Anpi di Senigallia Leonardo Giacomini – ma se l’ha fatto è accaduto perché costretto da una legislazione italiana inadeguata per la costruzione di percorsi di solidarietà ed integrazione. Ma certamente il Sindaco Lucano non ha violato la Costituzione, che all’art. 10 prevede il diritto d’asilo per gli stranieri provenienti da paesi in cui sia negato l’esercizio delle libertà democratiche. Gli anziani ricordano che nell’immediato secondo dopoguerra, il sindaco di Senigallia, Alberto Zavatti, non avendo a disposizione altre possibilità, era solito sottrarre gli anziani più poveri dai rigori del freddo e della fame col ricovero in ospedale, benché non affetti da malattia, assumendosene la responsabilità. L’operato di Mimmo Lucano esprime lo stesso senso di umanità, che oggi si vorrebbe cancellare con l’indifferenza, alimentando la paura e l’insicurezza come strumenti di consenso di massa per politiche reazionarie e discriminatorie. Queste politiche governative agevolano la diffusione sul territorio nazionale di organizzazioni neofasciste e neonaziste che alimentano a loro volta una cultura di odio e intolleranza, a ottant’anni dalla tragica promulgazione delle leggi razziali».

Sul tema si è espressa anche La Città Futura Senigallia. «Abbiamo avuto modo di conoscere Domenico Lucano nel 2016 quando intervenne telefonicamente alla nostra festa, essendo impossibilitato a partecipare di persona a causa di problemi di salute. Mimmo, in quella occasione, ci narrò il “modello Riace”. Un modello fatto di accoglienza, solidarietà e partecipazione. Un modello da difendere e da portare ad esempio. Il modello Riace è un modello che parla anzitutto di persone. Parla di donne, di uomini, di bambini, delle loro storie, dei loro sogni e delle loro speranze. Donne, uomini e bambini che scappano dalle guerre, dalla fame e dalla povertà, rischiando la vita in un viaggio di speranza. A Domenico Lucano e a tutta la comunità di Riace va la nostra solidarietà e vicinanza».