Centro Pagina - cronaca e attualità

Senigallia

Senigallia Resistente «spina nel fianco» della nuova giunta e del centrosinistra

La candidata Rosaria Diamantini muove varie osservazioni a Volpini, al Partito Democratico e a Diritti al Futuro, ma vuole essere un pungolo per il centrodestra di Olivetti sul rispetto dei diritti costituzionali

Rosaria Diamantini (Senigallia Resistente)
Rosaria Diamantini

SENIGALLIA – Il risultato elettorale, la sconfitta del centrosinistra, l’affluenza scarsa alle urne per il ballottaggio Volpini-Olivetti, l’autocritica auspicata e l’influenza negativa di certi esponenti politici che da tempo avrebbero dovuto lasciare il palcoscenico alle nuove leve. Di tutto questo, con un tono chiaramente amareggiato, parla Rosaria Diamantini, candidata a sindaco per la lista Senigallia Resistente. Che annuncia: «Saremo la spina nel fianco della nuova giunta comunale».

Il primo dato da analizzare è che a Senigallia metà cittadinanza non si è presentata alle urne. Così come quanti hanno votato scheda bianca, secondo Diamantini è chiaro cosa voglia significare per i cittadini: nessuno tra Volpini e Olivetti li rappresenta. «Già su questo occorre che riflettano vincitori e vinti, quali forze politiche in consiglio: saranno i rappresentanti in città, ma solo di una piccola parte e devono tenerne conto». 

Senigallia Resistente non lesina critiche al centrosinistra, in primis al Pd, ma anche alle altre liste della coalizione, come Diritti al Futuro, «incapaci di vedere il malcontento causato dal loro governare e ora si aggrappano alla consolante e sciocca teoria del tradimento. Quando il giorno dopo la batosta si fa a gara per decidere chi è stato il cattivo anziché cospargersi un po’ di ceneri in testa e fare una sana autocritica, non si può pensare di riconquistare credibilità presso coloro che, nonostante la forte delusione, si sono turati il naso e al secondo turno hanno votato».

Non è andato giù l’aver incentrato una campagna elettorale solo sull’antifascismo, l’aver accettato l’appello delle Sardine, il non aver per anni stimolato quel dibattito politico cittadino che in molti chiedevano. Ma un po’ di fiducia nel futuro c’è. Secondo la candidata di Senigallia Resistente, il centrosinistra ora all’opposizione, se ci sarà la voglia, avrà tutto il tempo e l’opportunità «di rialzarsi e rimettersi in gioco, perché ora più che mai ce n’è bisogno, un bisogno enorme. La speranza è che la minoranza in consiglio comunale, abituata solo a governare senza ostacoli, abbia la capacità e l’umiltà di imparare per costruire un’opposizione seria e fattiva. Confidiamo che, eliminate certe influenze ingombranti, negative e vetuste, se ne affranchino definitivamente e che cerchino gli amici giusti, quelli senza esattori di contropartita». 

E mentre già dalla prossima settimana Senigallia Resistente inizierà con la prima assemblea territoriale sulla variante al piano regolatore votata favorevolmente da maggioranza e opposizione (tranne un voto contrario e due astenuti), non si ferma mai «chi fa politica non per gettare fango ma per cambiare: lavora tutto l’anno, non solo in campagna elettorale. Una cosa è certa: saremo la spina nel fianco della nuova giunta comunale per controllarne l’operato e il rispetto dei diritti costituzionali».