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Senigallia

A Senigallia il reporter Pierfrancesco Curzi per un incontro sui migranti

L'incontro, dal titolo "Stanno tutti bene", si terrà alle ore 18 di lunedì 18 dicembre nella sala conferenze della biblioteca comunale Antonelliana: attraverso i suoi filmati ed i suoi racconti, il giornalista spiegherà i flussi migratori dall'Africa e dall'oriente

La biblioteca comunale Antonelliana di Senigallia: sala incontri
La biblioteca comunale Antonelliana di Senigallia: sala incontri

SENIGALLIA – Dopo il convegno su migranti e accoglienza promosso dal comitato locale della Croce Rossa Italiana, un’altra iniziativa per fare chiarezza e dare informazioni corrette sul fenomeno migratorio è in preparazione a Senigallia. A organizzarla ci hanno pensato il Gruppo regionale Immigrazione Salute (GrIS Marche) e la Consulta comunale dei Migranti che hanno previsto per lunedì 18 dicembre un incontro con il giornalista e scrittore Pierfrancesco Curzi, che da quattro anni pubblica reportage a livello nazionale su “Il Fatto Quotidiano”.

L’incontro, dal titolo “Stanno tutti bene”, si terrà alle ore 18 nella sala conferenze della biblioteca comunale Antonelliana (FOTO): attraverso i suoi filmati ed i suoi racconti, Curzi spiegherà i flussi migratori dall’Africa e dall’oriente. Popolazioni di disperati che fuggono cercando riparo tra percorsi sigillati, con la speranza di non morire durante il viaggio per raggiungere la tanto desiderata meta Europa. Un testimone diretto di ciò che avviene nel mondo Pierfrancesco Curzi che ha vissuto il dramma dei profughi al loro fianco: diversi i viaggi a cui sono seguiti interessanti reportage dall’Iraq, Siria, Libano, Turchia, Egitto, Tunisia, Bosnia, Cecenia, India, Siberia e Armenia. Ultimamente si è spinto in Niger, definito il nuovo “crocevia tra terrorismo, droga e tratta di migranti”.

Racconti e filmati per superare strumentalizzazioni e luoghi comuni e poter comprendere – o perlomeno contestualizzare meglio – le motivazioni che spingono milioni di persone a intraprendere l’ormai famoso viaggio della speranza in cui tutti rischiano la vita e molti la perdono.