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Senigallia

Familiari a carico, «agli italiani è chiesto l’isee, agli stranieri un’autocertificazione senza controlli»

Liverani (Fratelli d'Italia) contesta la disparità tra chi può autocertificare di avere diversi parenti a carico senza che venga controllata e chi invece deve presentare un dettagliato resoconto della situazione patrimoniale

Marcello Liverani
Marcello Liverani

SENIGALLIA – La disparità di trattamento nelle agevolazioni riservate ad alcune categorie di persone torna al centro della polemica di Marcello Liverani, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Disparità tra chi può, potenzialmente, autocertificare di avere diversi familiari a carico e trarne i sacrosanti benefici in termini di minori tasse o maggiori contributi, e chi invece deve presentare un dettagliato resoconto della situazione patrimoniale di tutti i parenti conviventi.

Il risultato? Secondo Liverani è il solito, «un bel trucco studiato dalla sinistra per non far pagare le tasse agli extracomunitari i quali, chiaramente, ne approfittano pesando ancora una volta sulle spalle degli Italiani i quali invece dal fisco sono più che tartassati».

Al centro dell’intervento del coordinatore FdI di Senigallia c’è la modalità di compilazione del modello 730 per la denuncia dei redditi, presente anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Nella sezione “Familiari a carico”, si legge che “Sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2016 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili”. Più avanti è anche scritto che “Possono essere considerati familiari a carico anche se non conviventi con il contribuente o residenti all’estero”.

«Gli immigrati possono ottenere sgravi fiscali per i parenti che risiedono all’estero e su cui non è possibile effettuare nessun tipo di controllo, né sulla reale parentela né sul loro effettivo reddito. L’Agenzia delle Entrate, infatti, si accontenta dell’autocertificazione, basta “una firma” per inserire detrazioni relative a mogli, figli, genitori, generi, nuore, fratelli e sorelle, suoceri, nonni e nonne, e pazienza se nessuno mai potrà sapere se questi parenti sono veramente esistenti oppure no, se sono davvero familiari a carico oppure no, con tanti cari saluti ai contribuenti Italiani tartassati, loro si, fino all’ultimo euro! Due pesi e due misure».

In pratica, continua Liverani, si verifica la stessa situazione della mancata applicazione dell’art.2 del D.P.R 394/1999 e dell’art. 3 del D.P.R. 445/2000. «Senigallia è tra quei comuni che non applica i due D.P.R., e immancabilmente tutte le graduatorie dei servizi sociali vedono primeggiare gli extracomunitari a danno degli italiani, infatti nella graduatoria degli alloggi popolari di Senigallia, nei primi 100 posti, 70 sono occupati dagli stranieri che chiaramente possono scrivere qualsiasi falsità nell’autocertificazione perché per loro non esistono i controlli, mentre per gli Italiani si visto che devono presentare l’ISEE».