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Senigallia

Senigallia, presto una pista ciclabile in viale Anita Garibaldi? Romano interroga, Regine conferma

Due interrogazioni da parte del capogruppo dem per sapere quando ripartiranno i lavori al porto e se sarà possibile inserire una zona per le biciclette nella disastrata via del quartiere ex piano regolatore

Grossi disagi alla circolazione in viale Anita Garibaldi a Senigallia dove si ipotizza in futuro anche una pista ciclabile
Grossi disagi alla circolazione in viale Anita Garibaldi a Senigallia dove si ipotizza in futuro anche una pista ciclabile

SENIGALLIA – L’escavo della foce del fiume Misa e i lavori in viale Anita Garibaldi tra risanamento e pista ciclabile sono finiti al centro di due interrogazioni che il Pd, tramite il capogruppo Dario Romano, ha sollevato in aula consiliare. Entrambe sono su temi delicati: la prima tocca una questione complessa, in cui sono chiamate in causa anche Arpam, Guardia di Finanza, Regione e Consorzio di Bonifica; la seconda, invece, richiama una problematica annosa per Senigallia e soprattutto per i quartieri in cui i grossi pini creano disagi alla circolazione per le radici che rovinano marciapiedi e asfalti.

A chiedere conto all’amministrazione comunale su quale sia di fatto la situazione al porto è proprio il consigliere dem. A fine 2020 con il decreto regionale 467, «il dirigente della p.f. tutela del territorio di ancona e gestione del patrimonio ha approvato il progetto esecutivo e ammissibilità a contributo e concessione della somma di € 870.000 per quanto riguarda l’escavo canale ed adeguamento della sezione idraulica del tratto terminale del canale della foce del fiume Misa a valle del ponte Rfi». Intervento però che di fatto è partito solo per poche giornate, poi subito è stato fermato per poter eseguire delle analisi: l’obiettivo era capire la condizione di inquinamento o meno di tali fanghi e materiali rimossi dal canale del fiume Misa e portati in una cava del pesarese. Questione per cui sono entrati in campo Guardia di Finanza e Arpam anche se prima c’è anche da accertare con precisione se sia da applicare la normativa relativa ai porti-canale o quella relativa ai porti, per cui sono previste disposizioni diverse anche sui sedimenti da eliminare.

Alla data del primo marzo 2021, spiega l’ex presidente del consiglio Dario Romano, «i lavori si sono fermati e sembra che non si abbia certezza di quando ripartiranno. A breve partirà la stagione estiva e un protrarsi dei lavori in quella zona potrebbe rendere infruibile una delle parti più affascinanti della città oltre che produrre un movimento di sedimi che andrebbe a modificare conseguentemente il colore del mare durante l’estate, cosa non propriamente opportuna nel bel mezzo del periodo più propizio per il turismo balneare». Da qui l’interrogazione al sindaco sul perché si siano interrotti i lavori dell’escavo del canale e su quando riprenderanno e termineranno. Una sospensione che l’assessore comunale ai lavori pubblici Nicola Regine non vorrebbe «andasse troppo alla lunga», per via del lungomare da preparare per la prossima stagione estiva, ma c’è «fiducia che tutto si risolverà presto e al meglio».

Altro intervento del capogruppo dem Dario Romano è quello sui lavori in viale Anita Garibaldi, una delle strade più disastrate di Senigallia, dove la radici dei grossi pini marittimi hanno invaso sia i marciapiedi che l’asfalto della via rendendola pericolosa sia a piedi che in bicicletta, motociclo o automobile. L’amministrazione comunale è decisa a intervenire riqualificando l’area ma in due stralci: il primo, come confermato dall’assessore Regine, «partirà verso metà marzo con la gara per il rifacimento del tratto che va dalla rotatoria di via Capanna fino all’incrocio con via Mercantini». L’intervento prevede la fine di enormi disagi grazie all’eliminazione dei dossi causati dalle radici dei pini piantati a pochi centimetri dall’asfalto; interesserà però anche i sottoservizi. Verranno rifatti l’acquedotto e le fogne, per migliorare il deflusso delle acque quando piove – è una strade che si allagano più spesso – e per dividere finalmente tra acque bianche e nere. Ma le novità non sono finite qui perché una pista ciclabile potrebbe nascere in viale Anita Garibaldi, per la gioia non solo dei residenti ma anche degli amanti della bicicletta e di quanti propongono un approccio diverso sulla mobilità cittadina.

«Ad una mia precisa interrogazione – interviene Dario Romano – che chiedeva la possibilità di inserire la pista ciclabile nel progetto di risanamento di viale Anita Garibaldi, l’assessore ai lavori pubblici ha confermato questa possibilità. Aspettiamo di vedere in commissione il progetto definitivo e quello esecutivo, tenendo conto che il tutto dovrebbe prevedere, a nostro avviso, la pista ciclabile, il marciapiede, i parcheggi per i residenti/attività e la corsia per gli autoveicoli. Bene quindi che si inizi a ragionare su una mobilità che metta al primo posto la sicurezza dei cittadini, degli studenti, dei residenti, a discapito del traffico veicolare e dell’inquinamento».

Grossi disagi alla circolazione in viale Anita Garibaldi a Senigallia dove si ipotizza anche una pista ciclabile
Grossi disagi alla circolazione in viale Anita Garibaldi a Senigallia dove si ipotizza in futuro anche una pista ciclabile

Tra i desiderata del Pd c’è anche un sottopasso tra lungomare Da Vinci e statale 16 Adriatica, in zona Ciarnin, per poter limare le critiche al senso unico di marcia disposto dalla precedente amministrazione Mangialardi con l’inserimento della pista ciclabile. «Il doppio senso del lungomare al Ciarnin è una proposta oramai da accantonare – spiega Romano – mentre bisogna insistere nel rapporto con RFI e proporre un sottopasso tra Lungomare e Statale, che possa tenere conto delle esigenze dei residenti in primis. Aspettiamo di vedere lo stesso approccio per il prolungamento della Ciclovia Adriatica verso Marzocca e per la pista ciclabile sul lungomare Mameli, oramai non più rinviabile e da accelerare nella sua realizzazione, così come il rifacimento dell’asfalto, sperando che non si arrivi a stagione estiva iniziata: sarebbe un disagio gravissimo per le attività della zona».