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Senigallia

Senigallia, piena solidarietà a Fatima Sy: «clima avvelenato da chi usa falsi slogan contro stranieri»

L'assessore Carlo Girolametti: «mai avrei immaginato discriminazioni razziali sul lavoro qui a Senigallia». Arvultùra: «l’ennesima dimostrazione di come questo Paese sia attraversato quotidianamente da pulsioni xenofobe e razziste»

La casa di riposo "stabilimento Pio" gestito dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia
La casa di riposo "stabilimento Pio" gestito dalla Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti di Senigallia

SENIGALLIA – «Davvero non avrei immaginato, solo qualche anno fa, di intervenire su presunte discriminazioni razziali sul lavoro a Senigallia e in particolare conoscendo istituzionalmente Fatima Sy, la cooperativa Progetto Solidarietà e l’Opera Pia. Sono però convinto che anni di facili e falsi slogan che individuano gli “immigrati” come responsabili del nostro disagio e della nostra povertà, abbiano avvelenato l’aria che respiriamo».

Queste le parole con cui l’assessore ai servizi sociali, welfare e sanità Carlo Girolametti interviene sulla questione scoppiata anche alla ribalta della stampa nazionale della 40enne a cui non è stato stipulato il contratto dopo quattro giorni di prova in una Casa di riposo di Senigallia.

«Innanzi tutto rivolgo la mia piena solidarietà a Fatima che, anche come utente, sa che a Senigallia l’amministrazione comunale e nello specifico i servizi sociali non discriminano tra vecchi e nuovi residenti e tanto meno per il colore della pelle. La cooperativa Progetto Solidarietà e l’Opera Pia sono capisaldi del nostro sistema di assistenza e protezione sociale che si sono sempre distinti, non solo per erogare servizi di qualità, ma per favorire l’accoglienza, l’integrazione e la coesione sociale, non discriminando mai ed eventualmente favorendo il bisogno».

Carlo Girolametti
Carlo Girolametti

La crisi economica da un lato e la ricerca di facili consensi attraverso slogan che trovano nell’immigrato il capro espiatorio hanno però avvelenato il clima, secondo l’assessore Girolametti. «Questa propaganda tossica per i valori di uguaglianza e solidarietà fa facilmente presa su persone in condizioni di fragilità come disoccupati caduti in povertà e gli anziani, specie se in condizioni di ridotta autosufficienza. Non abbiamo tante certezze, soprattutto in una situazione di governo nazionale poco rassicurante, ma questa amministrazione comunale e i servizi sociali di Senigallia saranno un baluardo contro ogni forma di razzismo e discriminazione sociale».

Anche gli attivisti dello Spazio Autogestito Arvultùra sono intervenuti sull’argomento. «Il fatto grave che ha colpito Fatima, donna immigrata dal Senegal nella nostra città da 15 anni, non è un incidente di percorso, un’esternazione di un anziano “che va capito”, come ha detto il presidente dell’Opera Pia Mastai Ferretti, nel tentativo di ridimensionare l’accaduto. È l’ennesima dimostrazione di come questo Paese sia attraversato quotidianamente da pulsioni xenofobe e razziste. Per quanto ci riguarda una lavoratrice o un lavoratore vanno sempre valutati per le loro qualità professionali e non per il colore della pelle o altro. Dunque, diamo atto al coraggio di Fatima che non ha esitato a ribellarsi di fronte alla violenza subita e respingiamo qualunque tentativo di sminuire questo ennesimo episodio di intolleranza razziale. I responsabili di questa situazione sono coloro che in questi anni hanno alimentato e favorito le peggiori pulsioni che si annidano nella società. Lo hanno fatto utilizzando la crisi economica per mettere i penultimi contro gli ultimi, affinché i primi non indirizzassero la propria rabbia verso l’alto, ma verso il basso».