Senigallia, nasce l’osservatorio per i diritti dei disabili

Scopo della consulta nata in seno all'assessorato al welfare è quello di affrontare le tematiche legate alle persone e ai servizi in maniera corale con i rappresentanti del mondo sociale, imprenditoriale e sanitario

Le difficoltà a cui va incontro una persona disabile investono tutti gli aspetti della vita
Le difficoltà a cui va incontro una persona disabile investono tutti gli aspetti della vita

SENIGALLIA – Manca ancora l’approvazione ufficiale che arriverà con il prossimo Consiglio dell’Unione dei Comuni “Le terre della Marca Senone”, ma sostanzialmente è nato l’osservatorio per i diritti dei disabili. L’organismo è stato costituito dopo mesi di dibattito presso l’Assessorato al Welfare e Sanità del comune di Senigallia e ha lo scopo della promozione di una cultura della diversità che consenta di superare le barriere mentali e culturali, oltre che quelle architettoniche.

Ad annunciarlo è l’asessore al welfare e sanità senigalliese Carlo Girolametti che ufficializza anche il nome corretto: Consulta per i diritti della persona disabile fisica, psichica, cognitiva e sensoriale, a cui parteciperanno tutti coloro che sono impegnati nell’assistenza alle persone disabili, così da potersi confrontare su temi utili anche per la programmazione territoriale dei servizi sanitari.

Tanti i temi di cui si occuperà il neonato organismo: dal diritto alla salute (a cominciare dal diritto alla diagnosi tempestiva e alla presa in carico dell’utente disabile), al diritto al lavoro, dal diritto all’attività ricreativa, all’accesso alla informazione e alla mobilità. Diritti che per molte persone sono talmente basilari da non accorgersi che c’è chi non esce di casa perché non ha sufficienti ore di assistenza, di chi rinuncia perché spesso le soluzioni sono troppo onerose.

«È il risultato – spiega Girolametti – di una iniziativa scaturita dal Consiglio Comunale di Senigallia e di una intensa e proficua collaborazione tra la struttura di questo assessorato e le associazioni dei disabili e loro famiglie, le cooperative sociali, i dirigenti scolastici, i rappresentanti sindacali, il centro per l’impiego e i rappresentanti delle organizzazioni professionali e degli imprenditori».