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Senigallia

Senigallia, minaccia il vicino con un’accetta e un coltello: arrestato

I carabinieri sono intervenuti nei pressi dell'ospedale dove un uomo, armato, ha aggredito un 56enne: la vittima dell'aggressione, per fortuna, è riuscita a scappare e a dare l'allarme al 112

Le armi sequestrate dai carabinieri a Senigallia dopo l'aggressione e le minacce
Le armi sequestrate dai carabinieri a Senigallia dopo l'aggressione e le minacce

SENIGALLIA – Vecchi dissidi tra vicini sono all’origine di una violenta aggressione con accetta e coltello avvenuta ieri sera, 12 giugno, in un’abitazione nei pressi dell’ospedale di Senigallia. L’allarme al 112 è stato dato dalla vittima, un 56enne.

L’uomo ha riferito di essere stato aggredito con un’arma da taglio dal vicino di casa, un 43enne con cui già in passato c’erano stati litigi per questioni di vicinato, l’ultimo proprio ieri pomeriggio. Lite che si era risolta senza conseguenze. Poche ore dopo, però, intorno alle 21:30, l’aggressione, “facilitata” dall’assunzione di alcolici, da cui la vittima è riuscita a sfuggire e a dare l’allarme. I carabinieri hanno trovato l’uomo all’esterno dell’abitazione in stato di agitazione ma disarmato, mentre un terzo vicino cercava di ricondurlo alla calma.

La vittima ha riferito che il 43enne batteva ripetutamente alla sua porta con il manico di un’accetta. Vista l’insistenza, il 56enne aveva aperto e l’aggressore era entrato all’interno, impugnando in una mano l’accetta e nell’altra un coltello e minacciandolo di morte con il coltello alla gola se non fossero cessati i problemi. Fortunatamente la vittima era riuscita a divincolarsi e a respingere l’aggressore fuori di casa, per poi chiamare i carabinieri. I militari hanno perquisito la casa dell’aggressore dove hanno rinvenuto un’accetta, un coltello da sub e un seghetto a serramanico, tutto sottoposto a sequestro.

Dopo aver verificato la dinamica dei fatti assieme al testimone, il 43enne è stato arrestato per violazione di domicilio e minaccia aggravata. Stamattina si è svolta l’udienza di convalida: il gip del tribunale di Ancona ha disposto l’allontanamento dall’abitazione dove attualmente dimora e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il 43enne dovrà quindi spostare la sua residenza in un altro luogo.