Lavori al porto e lavori in porto: come è cambiato e come cambierà l’approdo turistico di Senigallia

Continua la riqualificazione dell'ex Gencimar, poi si passerà alla pescheria e al distributore di carburanti. Per il rifacimento della passerella bisognerà ancora attendere mentre l'area di ponente deve essere totalmente ripensata dalla Regione

L'edificio ex Gencimar al porto di Senigallia
L'edificio ex Gencimar al porto di Senigallia

SENIGALLIA – Fervono i lavori al porto Della Rovere di Senigallia in vista dell’estate. Sono quelli per la manutenzione straordinaria dell’edificio demaniale ex Gencimar, situato sulla banchina di levante. A cui seguirà la riqualificazione e lo spostamento del distributore di carburanti, già finanziato nell’ambito dell’Ecoporto. Ma, come spesso accade, per uno che prende il via e uno che viene rimandato, un altro progetto si arena. Anzi due: il ponte di collegamento tra il lungomare nord e quello sud e il completamento di tutta la parte di ponente del porto, ancora recintata dopo anni dall’inaugurazione di quella di levante.

Il progetto per la straordinaria manutenzione dell’edificio denominato “ex Gencimar” – che ospitava gli uffici per le opere marittime, posti di fronte al faro di Senigallia (scarica i dettagli tecnici, 86 MB) – prevede diversi interventi all’interno dell’appalto da 500mila euro stanziati dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, un ufficio periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha già finanziato il restyling del faro e della casermetta adiacente per un totale di circa 1,5 milioni di euro). Innanzitutto l’edificio è stato praticamente demolito e sono stati rimossi tetto, terrazzo e infissi, tramezzi e architravi, le parti di muratura non coerenti con il progetto, ringhiere e pavimentazioni, impianti e apparecchi.

Dopo questa prima fase, ancora in via di conclusione, l’edificio verrà ricostruito per ospitare la nuova sede della Capitaneria di porto con un elevato comfort abitativo e altrettanto elevati standard di efficientamento energetico, comprensivo anche di un impianto di videosorveglianza. Sotto il profilo urbano, la tinteggiatura delle pareti esterne seguirà un motivo che richiamerà l’ambiente marinaro.

I lavori all'edificio ex Gencimar al porto di Senigallia
I lavori all’edificio ex Gencimar al porto di Senigallia

I lavori non saranno ultimati prima di novembre 2018, nonostante la velocità con cui si è svolta questa prima fase. L’attuale sede della Capitaneria di Porto, la palazzina rossa sulla darsena di levante, sarà in futuro riqualificata sempre dal provveditorato interregionale.

Ciò che invece è stato ultimato è l’escavo del fondale dell’avamporto, portato ora a tre metri di profondità e adatto quindi a imbarcazioni dal pescaggio più elevato. Non sarà altrettanto per il tratto finale del fiume Misa: la recente piena di marzo 2018 ha spazzato via l’accumulo di ghiaia e residui che si era formato alla foce, facendo accrescere la paura per l’effetto “tappo” in caso di piena. «È un problema che non esiste – spiega il sindaco Maurizio Mangialardi – perché quando c’è una mareggiata si forma l’accumulo che però viene spazzato via quando c’è una piena del fiume come quella di un paio di mesi fa. La situazione è diversa da alcuni anni fa, quando da lì entravano le barche per attraccare nel porto canale».

Il porto Della Rovere di Senigallia
Il porto Della Rovere di Senigallia

Seguiranno poi i lavori inseriti nel progetto Ecoporto – finanziato all’85% da fondi europei (Feamp) per circa 580mila euro, altri 100mila da fondi comunali – che prevedono la realizzazione nell’avamporto di un distributore di carburante al servizio del porto peschereccio. L’attuale distributore è posizionato nella canaletta d’accesso all’ultima darsena interna del porto antico e, oltre a risultare pericoloso per l’incolumità delle persone, rappresenta anche un ostacolo alle attività operative dei pescherecci.

La pescheria del porto di Senigallia
La pescheria del porto di Senigallia

Il secondo intervento prevede invece la realizzazione nell’area utilizzata dai pescherecci di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia rinnovabile al servizio della flotta. Infine, il terzo e ultimo intervento è costituito da una pensilina fotovoltaica sulla piazza già occupata dalla pescheria (piazzale Fernando Rosi) per la produzione di energia rinnovabile a servizio delle attività connesse alla vendita del pescato.

Dicevamo che altri due progetti si sono arenati nelle sabbie del porto. Il primo è il ponte di collegamento tra il lungomare di ponente e quello di levante, promesso inizialmente per maggio 2018 ma di cui si attendono ancora i decreti ministeriali per l’affidamento delle risorse. Il nuovo ponte sostituirà quello attuale e sarà arretrato verso il sottopasso di via Perilli: sarà molto più ampio, sicuro e confortevole, tanto da poter sopportare simultaneamente il transito di pedoni e biciclette.

Il canale del fiume Misa a Senigallia
Il canale del fiume Misa a Senigallia

Il progetto però si è arenato in attesa del rifacimento del ponte ferroviario sul fiume Misa, un’opera imponente e costosa (per le tasche di Rfi) perché con un investimento di quasi 10 milioni di euro permetterà di avere un ponte a campata unica nonostante i suoi 60 metri di lunghezza.

Fermi tutti i lavori che riguardano anche l’area nord del porto. Dopo l’inaugurazione della parte di levante avvenuta nel novembre 2009 (con l’allora sindaco Luana Angeloni) e con la crisi della cantieristica a cui l’area sarebbe stata “dedicata”, ancora non vi è stata la rivisitazione del progetto da parte della Regione Marche. L’area avrebbe visto anche un nuovo piazzale a servizio di imbarcazioni più grandi, idea che avrebbe permesso di rilanciare il porto senigalliese anche in chiave turistica e diportistica a livello nazionale.