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Senigallia

Senigallia, in funzione la nuova risonanza magnetica

Esami più veloci (20 minuti) e più approfonditi. Soddisfatti vertici Asur e medici. A regime saranno effettuati almeno una decina di esami al giorno

La nuova risonanza magnetica all'ospedale di Senigallia
La nuova risonanza magnetica all'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA – Dopo anni di attesa e controversie legate a questioni burocratiche, legali ed edilizie, è finalmente in funzione la nuova risonanza magnetica dell’ospedale cittadino. Il macchinario, acquistato dall’Asur per il costo di “appena” 900 mila euro, è operativo da alcuni giorni: i collaudi sono terminati il 12 ottobre scorso e i primi 15 pazienti – principalmente quelli interni – hanno potuto effettuare gli esami con il nuovo macchinario installato al piano interrato del nuovo monoblocco che ospita appunto il reparto di radiologia e diagnostica per immagini, diretto dal dott. Giovanni Traina Consalvo.

Un momento di «grande soddisfazione» ha spiegato il direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua, che vede così porre fine a una vicenda saltata anche alla ribalta nazionale per via delle lunghe attese.

La risonanza magnetica venne acquistata infatti già quattro anni fa, ma solo dopo i lavori di ampliamento dei locali (per cui si è resa necessaria una variante ad hoc), la sospensione per l’amianto rinvenuto e la realizzazione dei nuovi spogliatoi si è potuto procedere all’installazione del macchinario. Stasera terminerà anche il percorso di formazione del personale medico e tecnico dell’ospedale senigalliese perché possa essere utilizzato al meglio, sfruttando tutte le potenzialità.

Giovanni Traina Consalvo
Giovanni Traina Consalvo

I risultati dei 15 esami eseguiti finora sono stati definiti dal direttore f.f. Consalvo «entusiasmanti», con un’ottima definizione e un’altissima qualità delle immagini anche per le piccole sezioni. A regime potranno essere effettuati una decina di esami al giorno grazie ai tempi impiegati dal nuovo macchinario, dimezzati rispetto al precedente. Rimane però il problema della carenza dei medici che dovranno valutare un’aumentata quantità di dati forniti durante gli esami.

L'ospedale di Senigallia
L’ospedale di Senigallia

Dopo l’implementazione di alcuni primari mancanti, nel prossimo futuro – ma ci vorranno almeno sei mesi – all’ospedale di Senigallia arriveranno due nuove tac, una in sostituzione di quella attualmente in uso nel reparto di radiologia, e una da aggiungere alla dotazione del pronto soccorso, evitando così disagi per i pazienti e per i medici che ora sono costretti a spostamenti lungo tutto l’ospedale. Prima però sarà tolta la risonanza magnetica mobile posizionata dall’agosto scorso nel piazzale antistante il reparto.

Maurizio Bevilacqua
Maurizio Bevilacqua

«Con questa risonanza magnetica – conclude il direttore Av2 Bevilacqua – abbiamo iniziato un percorso di rinnovamento dei grandi macchinari a disposizione del presidio senigalliese che continuerà con le due tac. Ciò significa solo una cosa: che l’ospedale non è a rischio chiusura come viene erroneamente detto».