Senigallia: l’esercizio a scuola era pericoloso, condannato il Miur

Il tribunale di Ancona ha definito in oltre 11mila euro il risarcimento alla famiglia di un 11enne senigalliese che si era fatto male nel 2015 alla scuola Marchetti durante l’ora di educazione motoria

Il tribunale di Ancona
Il tribunale di Ancona

SENIGALLIA – Il Ministero dell’istruzione è stato condannato a risarcire il danno subito da un bambino senigalliese durante l’ora di educazione motoria. Lo ha stabilito il Tribunale di Ancona con la sentenza 2601/2019 in cui decide che sarà il Miur a versare oltre 11 mila euro alla famiglia dell’undicenne che nel 2015 si era rotto il naso durante un esercizio bendato.

L’episodio risale al febbraio di quattro anni fa: in base a un progetto proposto dalla Uisp di Senigallia e messo in atto nella palestra della scuola secondaria di primo grado “Marchetti”, gli alunni dovevano effettuare un percorso bendati, e guidati da un compagno di classe. Durante l’esercizio, uno di loro era caduto rompendosi il setto nasale.

Oltre alle spese mediche, ai 50 giorni di malattia e a una lieve invalidità permanente accertata dall’Asur, la famiglia era andata incontro poi agli ostacoli legali: sia la scuola (e quindi il Miur) che la Uisp – riferisce il legale della famiglia, l’avv. Roberto Paradisi – non si sentivano responsabilità sulle loro spalle ma additavano il bambino stesso.

Tra le motivazioni sottolineate in aula ad Ancona, ci sono la pericolosità dell’esercizio svolto, la mancanza di presidi di sicurezza e l’aver derogato la vigilanza a un alunno. Fatto insostenibile secondo il giudice che ha condannato il Miur, trattandosi di bambini verso cui «il grado e l’intensità della vigilanza avrebbero dovuto raggiungere la massima estensione».