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Senigallia

Senigallia, le elezioni comunali saranno una corsa tra sette candidati

Sono sette i nomi degli aspiranti alla carica di sindaco della spiaggia di velluto alle prossime consultazioni di settembre 2020: alcuni sono sostenuti da coalizioni, altri da singole liste. Eccoli

Il comune di Senigallia
Il comune di Senigallia

SENIGALLIA – Anche la corsa per le elezioni comunali è ripresa, come tante attività, dopo mesi di stop a causa del covid-19. Passata la fase emergenziale in cui tutti gli attori erano concentrati a risolvere questioni ben più gravi e importanti, è tempo di tornare per alcuni al dialogo, per altri al momento della verità.

Nel centrodestra c’è da tempo aperto il confronto per riuscire a presentare una coalizione unita, dopo anni di divisioni che è stata un po’ la fortuna della maggioranza. Divisioni che non sono state ancora del tutto superate: dopo mesi di appelli perché tutti facessero un passo indietro e non ponessero veti personali a questo o quel nome, ancora non si è trovata la candidatura ideale alle elezioni. Si era parlato di Massimo Olivetti, ex sindaco di Ostra, il quale ha ritirato la propria disponibilità; poi degli avvocati senigalliesi Corrado Canafoglia e Riccardo Pizzi: il primo ha negato un coinvolgimento, mentre il secondo ha ritirato la propria disponibilità; infine di Paolo Molinelli, ex comandante della Polizia Stradale di Senigallia e ben visto da Forza Italia ma non dalla Lega che aveva dialogato in passato anche con l’ex assessore fuoriuscito dal Pd Gennaro Campanile. A far forza, potrebbe venire in aiuto la disponibilità di Vittorio Sgarbi non a guidare la città ma a esserne l’assessore alla cultura.

Nel centrosinistra l’acqua non è meno movimentata: dopo la querelle proprio con Campanile (secondo una teoria avrebbe preferito non confrontarsi alle primarie con l’altro candidato Fabrizio Volpini, ma alcune voci del partito democratico sostengono che gli sia stato impedito), era rimasto un solo candidato a sindaco: l’ex assessore comunale, ora presidente della commissione regionale sanità nonché medico senigalliese. Un nome forte e di riferimento per tante persone del centrosinistra che aveva raccolto attorno a sé la compattezza di tutte le forze di maggioranza e di alcune componenti civiche in vista delle prossime elezioni. Un buon segnale di unità ritrovata. 

Nel frattempo Gennaro Campanile non è rimasto a guardare (e nemmeno prima di sbattere la porta), lavorando con varie forze politiche. Oltre ad aver creato la lista AmoSenigallia, ha incassato il sostegno dei Verdi (che alle regionali sostengono invece Mangialardi), Volt, Italia Viva, Azione e +Europa, ma quest’ultima scelta ha causato la fuoriuscita di vari esponenti della prima ora del gruppo senigalliese della Bonino.

Altri voti di quella che era la galassia del centrosinistra erano passati già da qualche anno al Movimento 5 Stelle: a queste elezioni non ci sarà il simbolo per non aver presentato in tempo (secondo le regole pentastellate) una propria lista di nomi da poter essere autorizzata.

Altri simpatizzanti del centrosinistra erano invece confluiti in Senigallia Bene Comune, che dopo 5 anni di consiliatura attiva nell’opposizione, candida nuovamente Giorgio Sartini, sicura del buon lavoro svolto finora.

Anche il versante meno moderato della sinistra si è spacchettato nonostante gli iniziali appelli all’unità per le elezioni: inizialmente Paolo Battisti, ex consigliere comunale senigalliese, si era presentato alla guida di tre liste, ma poco dopo si è staccato per rimanere solo con la forza de L’altra Senigallia con la Sinistra; per quanto riguarda Rosaria Diamantini, invece, c’è il sostegno di Senigallia Resistente e Rifondazione Comunista.

Chiude la sequenza di candidati alla sfida elettorale (a meno di altre novità dell’ultimo minuto) Barbara Bolletta, responsabile provinciale di Ancona del movimento Etica, che già da tempo ha reso note le proprie idee e il proprio programma.