Senigallia discute ancora sulle barriere fonoassorbenti

Gli albergatori non del tutto contrari al progetto Rfi, ma la diatriba è politica: la Lega attacca Mangialardi che replica additando il governo gialloverde

Le barriere antirumore installate da Rfi a Senigallia, in via Perugia
Le barriere antirumore installate da Rfi a Senigallia, in via Perugia

SENIGALLIA – Dalle lamentele alle proteste, dalle proposte alle polemiche. Le barriere fonoassorbenti tornano ancora al centro del dibattito cittadino sia per l’intervento della politica, sia per il parere di parte del mondo imprenditoriale senigalliese, in particolare quello turistico-ricettivo.

I tanti dubbi al progetto di Rfi di installare delle barriere che attutiscano il rumore del passaggio di treni e convogli sono già stati espressi da varie parti, tanto che sono sorti in più città, tra cui anche Senigallia, i comitati “No al muro, sì al mare”. Comitato a cui però non sembrano voler aderire gli albergatori: la maggior parte delle strutture senigalliesi è situata sul lungomare, a ridosso della ferrovia e le barriere fonoassorbenti costituiscono una possibilità per rendere meno fastidioso il soggiorno ai propri ospiti.

Ma la soluzione prospettata da Rfi sarebbe considerata solo una manovra “tampone”, a cui dovrebbero seguire sia la sostituzione del materiale rotabile con quelli di nuova generazione che riducono di molto i suoni indesiderati, sia l’arretramento della ferrovia. Un’idea, quest’ultima, che ciclicamente torna alla ribalta senza però che nessuno possa davvero proseguire su questa strada, molto costosa, complessa e, forse, più impattante a livello ambientale.

Dal mondo politico è il turno della Lega, contraria ai progetti di Rfi ma anche curiosa di ricevere notizie dall’amministrazione comunale: «A Senigallia sembra difficile ottenere informazioni circa i programmi di RFI per quanto riguarda la realizzazione di una barriera fonoassorbente che collocata lungo la costa avrebbe un impatto assai pesante danneggiando non soltanto il paesaggio ma anche le attività turistiche. Il pesante silenzio a riguardo conferma ancora una volta l’incapacità dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Mangialardi di interpretare le esigenze più profonde della popolazione che non può accettare l’ipotesi che venga realizzato per tutta la lunghezza della costa di Senigallia un muro di materiale fonoassorbente, forse trasparente o forse no, capace di deturpare la costa».

Chiamato in causa, però, non si tira indietro il primo cittadino. «Sarà il loro essere in eterna campagna elettorale o l’incapacità di comprendere i più basilari meccanismi istituzionali e amministrativi – replica Maurizio Mangialardi – ma di certo c’è che i signori della Lega di Senigallia, con le loro recenti considerazioni sulle barriere fonoassorbenti, hanno collezionato l’ennesima topica. L’installazione di dette barriere, infatti, non è stata, non è e continuerà a non essere un’esigenza dell’Amministrazione comunale; ciò che abbiamo fatto è stato solamente sostenere le richieste di cittadini e imprese, e lavorare con Rfi per giungere a soluzioni soddisfacenti per tutti, come dimostra il caso di via Perugia. Non è dunque il Comune che decide se tali barriere devono essere realizzate o no. È evidente che il progetto può essere fermato o rivisto solo attraverso un’azione politica del governo che, forse la cosa sarà sfuggita ai leghisti senigalliesi, è in mano al loro partito e ai loro fidi alleati del Movimento 5 Stelle. Per noi – continua Mangialardi – le barriere fonoassorbenti non sono assolutamente un dogma. Ne abbiamo fatto a meno per decenni, possiamo farne a meno anche in futuro. Saremo molto chiari: le barriere vanno fatte dove vengono richieste dai cittadini, per il resto se governo e Rfi decidono di non farle meglio, se invece decideranno di andare avanti, le modalità del progetto andranno discusse con gli enti locali interessati».