Cgil, Uil, Possibile e Arvultùra in piazza a Roma e ad Ancona per manifestare contro il ddl Pillon

Diverse le sigle di Senigallia partecipanti alle iniziative pubbliche in tema di affido dei minori, sicurezza e accoglienza che si svolgeranno sabato 10 novembre nella capitale e nel capoluogo dorico

Simone Pillon
Simone Pillon

SENIGALLIA – Anche dalla spiaggia di velluto si mobiliteranno diverse persone per partecipare alle manifestazioni di sabato 10 novembre in piazza a Roma e ad Ancona. Tante persone per dire un forte e deciso “no” al disegno di Legge Pillon e chiederne il ritiro, insieme agli altri tre disegni di legge sulla stessa materia attualmente in discussione al Senato, che rischiano di trasformare la separazione e l’affido dei figli minori in un campo di battaglia permanente.

Tra i partecipanti della manifestazione ad Ancona (dalle 10 alle 13 in piazza Roma) vi saranno esponenti di Cgil e Uil e del comitato senigalliese di Possibile “Massimo Max Fanelli”. Le due realtà sindacali sostengono come il ddl Pillon sia «maschilista, classista, ingiusto e antistorico, che vuole riformare il diritto di famiglia sovvertendone alcuni principi cardine che tutelano donne e figli. Un DDL che vuole riportare le donne indietro di cinquant’anni anni, non mette al centro il benessere dei bambini, ostacola la separazione rendendola di fatto accessibile solo a persone con reddito elevato, non tutela i diritti dei minori e soprattutto delle donne in situazioni di abusi e violenza. In sostanza, una legge contro le donne e contro i bambini».

Dal canto suo, Possibile Senigallia ha dichiarato tramite nota stampa che col ddl si «rischia di far tornare indietro l’Italia di decenni in materia di divorzio. Il senatore Pillon parla di una legge che tutela i bambini, mentre il testo è volto all’ideale di “matrimonio indissolubile” da lui stesso paventato; è infatti scritto senza alcuna attenzione alla situazione del Paese reale. Paese in cui la disparità salariale tra uomini e donne cresce giorno dopo giorno e in cui la violenza sulle donne rappresenta una vera emergenza sicurezza, spesso derubricata come questione secondaria. A ciò si accompagnano i continui attacchi alla Legge 194 e alla libertà di autodeterminazione delle donne e un contratto di governo che parla di donne solo come “madri” e mira tra le altre cose ad abolire i congedi parentali. Crediamo perciò essenziale manifestarci per ribadire la necessità di un lavoro culturale profondo, per una piena parità tra uomini e donne».

Nelle Marche si terranno altre iniziative a Pesaro (Piazzale Collenuccio, dalle ore 17 alle 19:30) e a Macerata (sede della CGIL, conferenza InFormazione sui contenuti del DDL Pillon con l’avvocata Bianca Verrillo).

Saranno invece alla manifestazione nazionale di Roma sempre sabato 10 novembre gli esponenti dello spazio sociale autogestito Arvultùra che chiedono la più ampia partecipazione a un’iniziativa che si preannuncia «pacifica, solidale, accogliente e plurale» contro vari temi di stretta attualità.
Da un lato c’è infatti il ddl Pillon di cui viene chiesto con forza il ritiro immediato, dall’altro c’è la protesta – ma sarebbe meglio dire la sfida – al governo per il decreto immigrazione e sicurezza varato sotto la spinta leghista. Ma tra i nodi che vengono addebitati al governo gialloverde del premier Conte ci sono anche la questione dell’accoglienza degli immigrati, la vicenda Riace e la solidarietà per Lucano, il “no” al «razzismo dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, l’omofobia e ogni tipo di discriminazione».