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Senigallia

Senigallia Bene Comune contro Enzo Bianco all’assemblea Anci: «Uso distorto delle istituzioni»

L'intervento del primo cittadino di Catania all'assemblea Anci non è piaciuta al consigliere Sartini che ipotizza un tentativo di pressione indiretta alla magistratura che sta accertando le responsabilità dell'alluvione di Senigallia

Giorgio Sartini
Giorgio Sartini

SENIGALLIA – Anche i componenti della lista civica Senigallia Bene Comune si schierano contro le parole pronunciate dal sindaco di Catania, Enzo Bianco, durante l’assemblea nazionale dell’Anci a Vicenza. L’intervento a difesa del primo cittadino di Senigallia, Maurizio Mangialardi, per le indagini in merito all’alluvione del 3 maggio 2014, sta scatenando consensi e polemiche, non solo locali.

L’intervento con il quale Enzo Bianco ha chiamato in causa addirittura il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per poter difendere la reputazione dei sindaci, definiti un “un avamposto della democrazia“, proprio non scende giù a Giorgio Sartini: indirettamente si è affermato infatti che il sindaco di Senigallia è il capro espiatorio per gli attacchi politici delle opposizioni e per quei procedimenti che mirano a individuare per forza un colpevole.

«Difficile essere d’accordo con tale affermazione – spiega Sartini, in questo caso in accordo con quanto sostenuto dal collega consigliere Roberto Paradisi – perché l’aver “dato una mano alla sua città” non può essere oggetto di un procedimento penale. Perché si vuole proiettare un’immagine così distorta dei fatti di quanto accaduto prima, durante e dopo l’alluvione del 03/05/2014, che ha interessato perdite umane e innumerevoli danni? E questo, solo per la difesa degli interessi di una singola figura, al fine di farla apparire come “martire” delle proprie responsabilità, cosa che chiaramente non sta al sindaco di Catania affermare come verità?»

Il consigliere comunale di Senigallia Bene Comune Giorgio Sartini ricorda a Enzo Bianco che tra i compiti assegnati a chi ricopre la carica di sindaco c’è proprio la tutela dell’incolumità pubblica. «Se un primo cittadino omette di adottare un’ordinanza, o comunque qualsivoglia altro atto o comportamento impeditivo di un evento dannoso, ne risponde penalmente, con le conseguenze del caso. Ecco perché ultimamente il sindaco di Senigallia ha emesso un’ordinanza totalmente inutile e additata da altri Enti come uno “straripamento di poteri“».

Sartini, lungi dall’attribuire delle responsabilità al sindaco di Senigallia, si domanda come mai Enzo Bianco sia potuto arrivare alla conclusione che il caso di Mangialardi vada addirittura richiamato all’attenzione del presidente della Repubblica. «A noi sembra invece che si stia facendo un utilizzo distorto e gravissimo delle istituzioni, affinché il sindaco di Senigallia possa essere inteso come un martire e questo venga portato il più possibile all’attenzione nazionale. Tutto ciò – ipotizza Sartini – al fine di creare una pressione sul lavoro che la magistratura sta facendo da anni per la cittadinanza di Senigallia»